Paul Hindemith
Des kleinen Elektromusikers Lieblinge
7 Stücke für 3 Trautonien (1930)
Paul Hindemith
Des kleinen Elektromusikers Lieblinge
7 Stücke für 3 Trautonien (1930)
- Formazione organo
- Edizione spartiti
-
Difficoltà
- Compositore Paul Hindemith
- Casa Editrice Schott Musik
- Editore Pier Damiano Peretti
- Numero d'ordine ED23979
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
Descrizione:
I Sette brani per tre trautoni di Paul Hindemith ("I preferiti del piccolo musicista elettronico") furono composti nel 1930 come prima delle tre opere che il compositore realizzò per il trautonio, inventato da Friedrich Trautwein. L’occasione della prima esecuzione fu la presentazione dello strumento elettronico in occasione del Musikfest Neue Musik Berlin il 20 giugno 1930; gli interpreti furono lo stesso Hindemith, il suo all’epoca allievo di composizione Oskar Sala e il pianista Rudolph Schmidt.
I sette brani per trio sono stati pubblicati a stampa solo nel 1997; con la presente edizione sono ora disponibili anche in una versione per organo. L’approccio è logico, in quanto Friedrich Trautwein (che suonava lui stesso l’organo) aveva originariamente progettato un organo elettronico; in effetti, il suono nasale, descritto come «acuto» nel 2° e nel 7° brano, è timbricamente molto simile al registro organistico «Voix humaine». Inoltre, le indicazioni nella partitura «Hauptwerk» e «Fernwerk» derivano direttamente dalla terminologia organistica e si riferiscono alla disposizione degli altoparlanti nel luogo dell’esecuzione.
Nonostante la novità nella generazione del suono, il Trautonium si adattava perfettamente al «contrappunto lineare» di Hindemith, come dimostra la composizione ispirata alle sonate barocche per trio. Il fatto che i sette brani per trio non fossero concepiti in modo troppo specifico per determinati strumenti è dimostrato dai successivi richiami del compositore – ad esempio nel «Musiktag di Plön» (brano per trio n. 3, lì indicato come «Trio per strumenti ad arco») o nel quarto quadro dell’opera Mathis der Maler (brano per trio n. 6 a partire dalla battuta 55, lì indicato come «Coro per fiati»). La citazione esplicita di Tristano nel primo brano ha dato adito a speculazioni.
Un’esecuzione all’organo non potrà tuttavia prescindere da una notevole fantasia sonora, tra l’altro per quanto riguarda l’adattamento o la relativizzazione delle dinamiche prescritte. Si possono trarre spunti significativi dalla registrazione per trautonium realizzata da Oskar Sala nel 1977 (con l’ausilio della tecnica multitraccia); da questa interpretazione «autentica» deriva la cadenza del secondo Trautonium (= voce centrale) nel brano n. 6, che nella partitura di Hindemith è accennata solo in modo abbozzato.
- Pier Damiano Peretti
I sette brani per trio sono stati pubblicati a stampa solo nel 1997; con la presente edizione sono ora disponibili anche in una versione per organo. L’approccio è logico, in quanto Friedrich Trautwein (che suonava lui stesso l’organo) aveva originariamente progettato un organo elettronico; in effetti, il suono nasale, descritto come «acuto» nel 2° e nel 7° brano, è timbricamente molto simile al registro organistico «Voix humaine». Inoltre, le indicazioni nella partitura «Hauptwerk» e «Fernwerk» derivano direttamente dalla terminologia organistica e si riferiscono alla disposizione degli altoparlanti nel luogo dell’esecuzione.
Nonostante la novità nella generazione del suono, il Trautonium si adattava perfettamente al «contrappunto lineare» di Hindemith, come dimostra la composizione ispirata alle sonate barocche per trio. Il fatto che i sette brani per trio non fossero concepiti in modo troppo specifico per determinati strumenti è dimostrato dai successivi richiami del compositore – ad esempio nel «Musiktag di Plön» (brano per trio n. 3, lì indicato come «Trio per strumenti ad arco») o nel quarto quadro dell’opera Mathis der Maler (brano per trio n. 6 a partire dalla battuta 55, lì indicato come «Coro per fiati»). La citazione esplicita di Tristano nel primo brano ha dato adito a speculazioni.
Un’esecuzione all’organo non potrà tuttavia prescindere da una notevole fantasia sonora, tra l’altro per quanto riguarda l’adattamento o la relativizzazione delle dinamiche prescritte. Si possono trarre spunti significativi dalla registrazione per trautonium realizzata da Oskar Sala nel 1977 (con l’ausilio della tecnica multitraccia); da questa interpretazione «autentica» deriva la cadenza del secondo Trautonium (= voce centrale) nel brano n. 6, che nella partitura di Hindemith è accennata solo in modo abbozzato.
- Pier Damiano Peretti
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