Sonate pour piano no 21, "Codex Domini"
sarà spedito 1-2 settimani
Oliver Greif
Sonate pour piano no 21, "Codex Domini"
Dimostrazione ascoltare PDF vista

Oliver Greif
Sonate pour piano no 21, "Codex Domini"

sarà spedito 1-2 settimani
  • Carta di credito
  • Rechnung La fattura
  • PayPal
  • Sepa

Non disponibile in tutti i Paesi. Saperne di più

Descrizione:

  • Pagine: 56
  • Pubblicazione: 23.05.2024
  • Durata: 21:00
  • Dimensioni: 210 x 297 mm
  • Peso: 165 g
  • Genere: Musica classica, Musica classica moderna
  • ISBN: 9782364852747
Dopo un lungo periodo di silenzio, che riteneva necessario, Greif tornò a comporre poco più di tre anni prima di scrivere questa Sonata nel 1994, completata in un solo mese. Greif è stato molto attento nella scelta dei titoli delle sue opere e sembra aver considerato i vari significati attribuiti alla parola "codex". Come l'opera stessa, questo termine ha diversi livelli di significato, in particolare come raccolta di formule, trattato o testo di riferimento. In questo modo, l'opera può essere vista come il libro del "Maestro" o del "Signore", in riferimento alle Sacre Scritture, ma anche come il "libro dell'autore" stesso, la raccolta in cui concentra le sue parole e consegna la quintessenza della sua arte; il che ricorderebbe i codici di Leonardo da Vinci, per esempio. Come il Quintetto "A Tale of the World", op. 307, composto due anni dopo, questo codice musicale potrebbe essere considerato "A Tale of Olivier Greif". Il concetto di "libro" familiare all'artista, in particolare nelle opere Le Livre du Pèlerin, op. 144, e The Book of Irish Saints, op. 323, si ritrova anche nell'organizzazione cronologica del suo catalogo autografo, in cui le opere del suo repertorio sono divise in libri numerati da 1 a 6. L'opera condivide anche il concetto di "libro". L'opera condivide inoltre un riferimento intertestuale allo Zohar con la prima versione della Sonata da Requiem per violoncello e pianoforte (1979) e uno più tenue con il quintetto sopra citato. Una citazione che, data la ricorrenza di molte altre, rimane relativamente rara nel repertorio grefiano.
Non accontentandosi di attribuire il termine "Codex" come titolo, mostrando così chiaramente la natura codificata e a maggior ragione sibillina dell'opera, Greif si è spinto a intrecciarla nel suo quadro musicale basando il primo movimento sul motivo melodico derivato dalla corrispondenza tra lettere e note, come dimostrano le parole iscritte sotto il primo sistema della prima pagina: C-A-N-C-E-R C-O-D-E-X D-O-M-I-N-I. Un procedimento, peraltro, tutt'altro che estraneo a lui, visto che si ritrova in diverse altre opere per pianoforte. Con questa pratica Greif si divertiva a disegnare ritratti musicali di alcuni amici; il concetto di ritratto, che va al di là della semplice corrispondenza alfabetica, trova il suo apogeo nel ciclo "radicale e irriducibile" di Portraits et apparitions, op. 359. Ma l'apparizione principale che infonde l'intero "libro codificato di suoni" è ben più funesta: immersa nella tonalità di mi bemolle minore, che il compositore Benoît Menut identifica come rappresentativa della morte e simbolo del lamento nell'opera di Greif, è il cancro che si è insidiato nel compositore appena tre mesi prima di comporre questa Sonata a riflettersi qui, intessendo anche il tessuto armonico.
La Sonata, che dura 21 minuti ed è "codificata fin nei minimi dettagli", presenta due temi principali: quello del primo movimento, basato sulla canzone Domino composta da Louis Ferrari su testo di Jacques Plante e cantata da André Claveau nel 1950, e quello che apre l'ultimo movimento. Sebbene Greif indichi raramente l'origine delle sue fonti o delle sue varie ispirazioni, a pagina 6 del manoscritto di questa Sonata fornisce un titolo e una possibile provenienza dell'inno utilizzato: "(O Nome, tutti gli altri nomi sopra) attribuito a Richard Farrant, 1530-80 circa". La paginazione sottostante indica che è stato tratto da un'opera il cui riferimento rimane sconosciuto. Non è stato possibile risalire all'associazione della melodia utilizzata da Greif con l'inno intitolato O Name, all other names above, scritto da Frederick Lucian Hosmer e spesso cantato su diverse melodie tra cui Woodoaks, Windsor o Arlington. L'aria citata da Greif, invece, comunemente attribuita al compositore e drammaturgo elisabettiano Richard Farrant, è nota come Farrant.
Questa edizione è stata realizzata nell'ambito del progetto "Recherches en musique: collaboration entre jeunes chercheurs et artistes" sotto l'egida della Société française de musicologie, con il sostegno del Ministero della Cultura francese e la collaborazione della pianista Aline Piboule, che l'ha registrata nell'aprile 2023 per l'etichetta Artalinna (uscita nell'aprile 2024).
Anne-Élise Thouvenin
(traduzione Hjördis Thébault)