Anton Reicha
Sonate en fa majeur, dite "pastorale"
Anton Reicha
Sonate en fa majeur, dite "pastorale"
- Formazione pianoforte
- Compositore Anton Reicha
- Editore Michael Bulley
- Edizione spartiti
- Casa Editrice Symétrie
- Numero d'ordine 9790231807783
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Questa edizione de La Pastorale si basa sull'unica fonte superstite, il manoscritto Ms 12061 della Bibliothèque nationale de France. L'opera è stata scritta probabilmente intorno al 1800. La tonalità predominante di fa maggiore è conforme alla convenzione dell'epoca per un'opera intitolata "pastorale". Sulla prima pagina, Reicha scrive il sottotitolo "sonate facile". Si tratta, infatti, di una sonata in miniatura, i cui cinque movimenti devono essere eseguiti senza pause tra loro.
Il primo, il terzo e l'ultimo movimento sono in un tempo vivace, ognuno dei quali tratta il ritmo di 6/8 in modo diverso. Sono separati da due movimenti più lenti in 2/4, un adagio e un andante di sole cinque battute. Sebbene fosse chiaramente intenzione di Reicha, nello scrivere questa sonata, produrre un'opera facile in termini di tecnica pianistica, non si nega tuttavia l'opportunità di introdurre modulazioni brusche e sorprendenti, come nelle battute 58-61 del primo movimento, dove si passa, senza armonie di transizione, da si maggiore a sol maggiore e poi a mi bemolle maggiore, senza che in quelle battute vi siano solo accordi di quinta, senza terze, il che aggiunge ulteriore rusticità al movimento.
Il primo, il terzo e l'ultimo movimento sono in un tempo vivace, ognuno dei quali tratta il ritmo di 6/8 in modo diverso. Sono separati da due movimenti più lenti in 2/4, un adagio e un andante di sole cinque battute. Sebbene fosse chiaramente intenzione di Reicha, nello scrivere questa sonata, produrre un'opera facile in termini di tecnica pianistica, non si nega tuttavia l'opportunità di introdurre modulazioni brusche e sorprendenti, come nelle battute 58-61 del primo movimento, dove si passa, senza armonie di transizione, da si maggiore a sol maggiore e poi a mi bemolle maggiore, senza che in quelle battute vi siano solo accordi di quinta, senza terze, il che aggiunge ulteriore rusticità al movimento.