Wolfgang Amadeus Mozart, Felix Mendelssohn Bartholdy
Piano Sonata E flat major K. 282 (189g)
Urtext
Wolfgang Amadeus Mozart, Felix Mendelssohn Bartholdy
Piano Sonata E flat major K. 282 (189g)
Urtext
- Formazione pianoforte
- Compositore Wolfgang Amadeus Mozart Felix Mendelssohn Bartholdy
- Editore Andreas Groethuysen Hans-Martin Theopold
- Editore Rudolf Elvers Ullrich Scheideler
-
Difficoltà
- Edizione spartiti (urtext)
- Casa Editrice G. Henle Verlag
- Numero d'ordine HN60
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Descrizione:
PRIMO MOVIMENTO
Questa sonata si distingue perché - come la K. 331 - non inizia con un movimento vivace o veloce, ma almeno, a differenza della sonata in la maggiore, con un movimento in forma sonata, un Adagio lirico, che inizia con un espressivo tema di tre battute in armonia polifonica a tre parti. Questa idea manca nella ricapitolazione e ritorna solo nella coda. Il "tema" successivo al movimento è un'idea diversa ma ugualmente melodiosa, ripetuta due volte a livelli diversi e che porta a un semitono finale sulla dominante. Un grazioso "tema laterale" (se così vogliamo chiamarlo) fa il suo ingresso nella battuta 9. Si tratta in realtà di un motivo in due parti. Si tratta in realtà di un motivo in due parti che viene ripetuto per scivolare impercettibilmente nel gruppo finale. La breve sezione di sviluppo inizia con il motivo di testa modificato e un teso accordo secondario, seguito da due brevi climax in crescendo di grande efficacia. Nonostante le sue piccole dimensioni, questo movimento è un autentico pezzo mozartiano magistrale, pieno di forma ed espressione. Mozart stesso lo ha dotato di segni di articolazione e indicazioni dinamiche insolitamente accurate, che naturalmente meritano attenzione, anche se non va dimenticato che il volume deve essere adattato al quadro abituale del grazioso periodo rococò.
Secondo movimento
Questo Adagio lirico è seguito, per contrasto, da un allegro Minuetto, il cui Trio - designato Minuetto II - è relativamente esteso e mostra qualcosa di raramente "originale popolare" per Mozart, richiamando chiaramente le tradizioni di danza austriache. (Per inciso, anche Beethoven scrisse minuetti simili nella Sonata op. 49 n. 2 o nel Settimino op. 20).
TERZO MOVIMENTO
L'ultimo movimento, un Allegro vivace, fresco ma grazioso, in tempo due-quattro e in forma sonata, conclude questa sonata originale che, nonostante le sue modeste dimensioni, è giustamente considerata un capolavoro.
Paul ed Eva Badura-Skoda
Questa sonata si distingue perché - come la K. 331 - non inizia con un movimento vivace o veloce, ma almeno, a differenza della sonata in la maggiore, con un movimento in forma sonata, un Adagio lirico, che inizia con un espressivo tema di tre battute in armonia polifonica a tre parti. Questa idea manca nella ricapitolazione e ritorna solo nella coda. Il "tema" successivo al movimento è un'idea diversa ma ugualmente melodiosa, ripetuta due volte a livelli diversi e che porta a un semitono finale sulla dominante. Un grazioso "tema laterale" (se così vogliamo chiamarlo) fa il suo ingresso nella battuta 9. Si tratta in realtà di un motivo in due parti. Si tratta in realtà di un motivo in due parti che viene ripetuto per scivolare impercettibilmente nel gruppo finale. La breve sezione di sviluppo inizia con il motivo di testa modificato e un teso accordo secondario, seguito da due brevi climax in crescendo di grande efficacia. Nonostante le sue piccole dimensioni, questo movimento è un autentico pezzo mozartiano magistrale, pieno di forma ed espressione. Mozart stesso lo ha dotato di segni di articolazione e indicazioni dinamiche insolitamente accurate, che naturalmente meritano attenzione, anche se non va dimenticato che il volume deve essere adattato al quadro abituale del grazioso periodo rococò.
Secondo movimento
Questo Adagio lirico è seguito, per contrasto, da un allegro Minuetto, il cui Trio - designato Minuetto II - è relativamente esteso e mostra qualcosa di raramente "originale popolare" per Mozart, richiamando chiaramente le tradizioni di danza austriache. (Per inciso, anche Beethoven scrisse minuetti simili nella Sonata op. 49 n. 2 o nel Settimino op. 20).
TERZO MOVIMENTO
L'ultimo movimento, un Allegro vivace, fresco ma grazioso, in tempo due-quattro e in forma sonata, conclude questa sonata originale che, nonostante le sue modeste dimensioni, è giustamente considerata un capolavoro.
Paul ed Eva Badura-Skoda