Giochi 11
Voci di diario, messaggi personali per pianoforte
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György Kurtág
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Descrizione:

  • Pagine: 52
  • Pubblicazione: 01.02.2026
  • Dimensioni: 230 x 302 mm
  • Categoria: Collezioni
  • Genere: Musica classica, Musica classica moderna
  • ISMN: 9790080153017
La serie di pianoforti intitolata Játékok/Games, scritta a partire dal 1973, fu originariamente concepita come metodo pianistico. Col passare degli anni, la serie perse il suo carattere didattico e venne vista come un documento della bottega di Kurtág, offrendo una chiave anche per le sue più grandiose opere sinfoniche, da camera e vocali.

Il volume XI contiene opere scritte tra il 2012 e il 2019, ad eccezione di tre pezzi di decenni prima, i cui manoscritti erano rimasti nascosti fino ad ora. (Saluto - Per il 90° compleanno di Ernő Vajda, 1979; Consolation, 1980; - Opera di Márta, 1979-2012)

La pianista Valerie Haluk, esecutrice e insegnante dedicata delle opere di György Kurtág, riconosce l'importanza della serie e del nuovo volume con queste parole:

''... Non credo di aver ancora finito di comporre...''

Queste parole, pronunciate non molto tempo fa, riflettono la saggezza e l'esperienza musicale del compositore, il cui centesimo compleanno questo volume celebra.

Játékok/Games è un'opera aperta, unica nella storia della musica, una grande avventura artistica, un vero e proprio caleidoscopio di suoni, che ha segnato traguardi nell'opera del compositore dal 1973. Con una curiosità incrollabile, Kurtág esplora instancabilmente e senza pari nuovi territori. Continua a scrivere, senza mai arrendersi nonostante le difficoltà. La musica è la sua compagna più importante, esigente e leale, sempre al suo fianco. Nel corso delle pagine, Kurtág costruisce ponti tra passato, presente e futuro, un po' come un poeta. Sussurra all'orecchio dei suoi artisti e ascoltatori, parlando a tutti. Con la sua voce intima, trascende i confini dell'inesprimibile: i suoi brani per pianoforte, vibranti di infinite risonanze, ci parlano del mondo. Se lo ascoltiamo, ci insegna semplicemente e umilmente ad ascoltare e a concentrarci su ciò che è essenziale. E come mormora Rimbaud, "questo linguaggio sarà dell'anima per l'anima..."