Guy Sacre
Carnaval
Guy Sacre
Carnaval
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Descrizione:
La maggior parte dei brani di questo set risale al 1994, ma alcuni sono stati scritti nel 1983 per un progetto precedente, Hommage à Watteau: l'idea di un carnevale di tipo francese, dovuto tanto ai dipinti di Watteau quanto alla poesia di Verlaine, senza dimenticare il 13e Ordre di Couperin. Non sono sicuro che "l'éternel Clitandre" mi preoccupasse davvero; questi dialoghi sentimentali ambientati nel contesto delle fêtes galantes, pur essendomi cari, lo erano prima di tutto come pretesto per commenti e analisi, come fonte di argomentazioni e di bei paradossi, argomento di discussione e di recitazione.Serietà, sì. Nessuno direbbe che un carnevale è solo burlesco, e quello di Couperin finisce in disperazione. Alcuni dei brani e dei titoli presenti sembreranno indulgere alla satira. Ma "Satira su cosa?", come scriveva Gide all'inizio di Paludes (inoltre è da Gide che ho preso in prestito la deliziosa grafia della parola "miglionnaire"). Ma in un carnevale la gente si traveste; protetto da un'apparenza comica, anche chi di solito rifugge dalla società ha il coraggio di partecipare. Nelle scene carnevalesche c'è sempre un tocco di ironia e questo mi ha permesso di mostrare un apparente distacco: l'ironia implica la distanza, così come la messa in discussione. Ho giocato con essa qua e là; ma se non fosse che è necessariamente più intima, sarebbe bastata la malinconia: quella dei Dormeur, i Promeneurs sentimentaux; e con Gilles e L'Indifférent, l'eterna immagine del doppelgänger, che, ombreggiata dalla mia musica e meno esposta, la mia poesia e la mia prosa hanno esplorato più e più volte.
(traduzione John Mary Pardoe)
(traduzione John Mary Pardoe)