Carl Maria von Weber
7 Variazioni su un tema originale, op. 9 WeV R.7
per pianoforte
Carl Maria von Weber
7 Variazioni su un tema originale, op. 9 WeV R.7
per pianoforte
- Formazione pianoforte
- Compositore Carl Maria von Weber
- Editore Markus Bandur
-
Difficoltà
- Edizione spartiti
- Casa Editrice Schott Musik
- Numero d'ordine ED24082
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Descrizione:
Si sa ben poco sulla genesi delle 7 Variazioni su un tema originale, op. 9 (WeV R.7), composte nel 1808; furono scritte durante il soggiorno di Weber a Stoccarda, di cui si hanno poche testimonianze, dove era impiegato come segretario del duca Ludovico di Württemberg. Si tratta della prima opera di Weber pubblicata dalla casa editrice Offenbach di Johann André. La prima edizione, annunciata nel maggio 1810, probabilmente non vide la luce prima dell'inizio dell'anno. In seguito alla pubblicazione della prima edizione, si possono trovare due recensioni positive dell'opera. Nell'ottobre 1810, l'Allgemeine musikalische Zeitung di Lipsia scrisse, facendo riferimento a un confronto con le variazioni di Beethoven: «Dopo questa piccola opera [...], il recensore quasi si rimprovera di non aver preso conoscenza delle quattro precedenti [sc. le raccolte di variazioni di Weber] e di non averle presentate al pubblico – tanto questa gli sembra ben riuscita. Le variazioni dimostrano chiaramente originalità nell'invenzione, una maestria già consolidata e un gusto raffinato, una diligenza encomiabile nell'esecuzione e una buona esperienza in termini di effetto. Dal punto di vista stilistico, il recensore ritiene che possano essere paragonate al meglio alle variazioni più ampie di Beethoven, tranne per il fatto che Beethoven non ha sempre dedicato a questo genere tutto l'impegno che persino il suo genio eccezionale avrebbe richiesto per produrre qualcosa di veramente eccezionale. Tra queste variazioni, le più eccellenti sono la "Spagnola", la n. 4, la "Fantasia", la n. 6, e la brillante n. 7 con la sua coda di grande effetto. Il reverendo trova da ridire soprattutto sull'estensione estremamente esagerata, per la quale nemmeno le mani sono sufficienti, ma che, ad esempio, permette di raggiungere ogni nota nelle opere di Cramer. Non è forse strano che i bravi compositori restringano così tanto il proprio pubblico con tali eccentricità, o almeno facciano sì che i loro brani vengano eseguiti quasi ovunque in modo incerto o arbitrariamente alterato? La «Königlich privilegirte Berlinische Zeitung» sottolineò nella sua recensione del gennaio 1811: «Il noto e popolare compositore e brillante pianista, il barone von Weber, presenta qui un [...] glorioso lavoro di variazioni. È difficile da eseguire e richiede molta sicurezza e pratica nelle doppie corde, nei passaggi di ottava e nei salti. Inoltre, queste variazioni sono piene di inventiva e genio, anche se mancano di un vero e proprio lavoro di fondo.» – Markus Bandur