7 Variazioni op. 7 WeV R.6
su "Vieni qua, Dorina bella" di Antonio Bianchi per pianoforte
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Carl Maria von Weber
7 Variazioni op. 7 WeV R.6
su "Vieni qua, Dorina bella" di Antonio Bianchi per pianoforte
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Carl Maria von Weber
7 Variazioni op. 7 WeV R.6

su "Vieni qua, Dorina bella" di Antonio Bianchi per pianoforte

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Descrizione:

  • Lingua: tedesco inglese francese
  • Pagine: 24
  • Pubblicazione: 19.08.2026
  • Durata: 12:00
  • Dimensioni: 231 x 303 mm
  • Peso: 120 g
  • Opus: 7 WeVR.6
  • Genere: Musica classica, Musica classica (romantica)
  • ISMN: 9790001223539
  • EAN: 842819126942
Secondo l'elenco cronologico delle opere di Weber, le 7 Variazioni su "Vien qua, Dorina bella" di Antonio Bianchi, op. 7 (WeV R.6) furono composte nel 1807. Il compositore dedicò il brano alla regina di Westfalia, nata principessa Catharina di Württemberg. L'opera fu pubblicata da Gombart alla fine del 1808, seguita da un'altra edizione con testo identico nel 1811. Una particolarità di questa composizione è il tema basato sulla Canzonetta di Antonio Bianchi «Vien qua, Dorina bella», che Weber, cosa piuttosto insolita, scrisse per voce con accompagnamento di pianoforte. Friedrich Wilhelm Jähns osservò che Weber, in qualità di interprete, «era solito presentare questo brano in circoli ristretti cantando il tema prima delle variazioni con la propria voce, che, sebbene non particolarmente potente, era capace delle espressioni più raffinate». Ciò è confermato da una lettera di Weber inviata da Gotha il 29-30 novembre 1812 alla famiglia Türcke di Berlino, nella quale si informava sui progressi della figlia Ulrike nel suonare il pianoforte – che all'epoca stava esercitandosi sul suo ciclo di variazioni – e sottolineava che il tema dovesse essere cantato. La Canzonetta di Bianchi apparve come n. 5, *La Smorfiosella*, nelle *Douze Chansons Italiennes pour le Forte-Piano ou la Guitare*, pubblicate per la prima volta intorno al 1798 ad Amburgo dagli editori Günther und Böhme. Non è chiaro quale modello Weber abbia utilizzato per la composizione del tema; è anche ipotizzabile che abbia trascritto la parte vocale a memoria. Ciò è avvalorato dalle numerose differenze tra la Canzonetta presente nella prima edizione delle Douze Chansons di Bianchi e la composizione del tema da parte di Weber. - Markus Bandur (Traduzione: Esther Dubielzig)