Bedrich Smetana
Vltava
Il Moldau
Bedrich Smetana
Vltava
Il Moldau
- Formazione orchestra
- Compositore Bedrich Smetana
- Serie Documenta musicologica
- Edizione spartiti (faksimile)
- Casa Editrice Bärenreiter Verlag
- Numero d'ordine BVK4013
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Vltava (La Moldava), la seconda parte del ciclo di poemi sinfonici "Má vlast" (Il mio Paese), è considerata un'icona della musica ceca in tutto il mondo. A 50 anni Smetana, che era in uno stato di completa sordità, la compose in soli 19 giorni e la completò l'8 dicembre 1874; non riuscì mai a sentire né questa né altre parti del ciclo "La mia patria".
"Mio stimatissimo amico, anche nelle tribolazioni della tua sofferenza fisica, possa tu conservare quel nobile senso interiore di soddisfazione per aver compiuto un grande lavoro artistico a onore delle terre ceche". Il nome di Bedrich Smetana rimarrà per sempre scritto nella tua patria. Le sue opere lo hanno assicurato in modo irreversibile". (Franz Liszt in una lettera del 5 maggio 1880 a Bedrich Smetana)
L'autografo di "Moldava" testimonia la straordinaria fantasia musicale del compositore. A parte cinque brevi schizzi motivici su un unico foglio, non sono sopravvissuti altri schizzi. È molto probabile che Smetana abbia scritto "Moldava" direttamente sulla partitura. Era molto preoccupato che la sua notazione fosse priva di errori e non ambigua. Così nell'autografo, scritto meticolosamente con inchiostro viola, non ci sono tracce di una lotta creativa per la forma finale dell'opera; non ci sono cancellazioni o correzioni evidenti. Se in seguito il compositore si rese conto della necessità di un cambiamento, cancellò la versione originale in modo così accurato da escludere interpretazioni errate della notazione.
Il numero insolitamente elevato di segni dinamici ed esecutivi, nonché di commenti verbali, testimonia inoltre lo sforzo di Smetana di annotare le sue idee musicali in ogni dettaglio e in modo inequivocabile: un autografo notevole, non da ultimo sotto questo aspetto.
"Mio stimatissimo amico, anche nelle tribolazioni della tua sofferenza fisica, possa tu conservare quel nobile senso interiore di soddisfazione per aver compiuto un grande lavoro artistico a onore delle terre ceche". Il nome di Bedrich Smetana rimarrà per sempre scritto nella tua patria. Le sue opere lo hanno assicurato in modo irreversibile". (Franz Liszt in una lettera del 5 maggio 1880 a Bedrich Smetana)
L'autografo di "Moldava" testimonia la straordinaria fantasia musicale del compositore. A parte cinque brevi schizzi motivici su un unico foglio, non sono sopravvissuti altri schizzi. È molto probabile che Smetana abbia scritto "Moldava" direttamente sulla partitura. Era molto preoccupato che la sua notazione fosse priva di errori e non ambigua. Così nell'autografo, scritto meticolosamente con inchiostro viola, non ci sono tracce di una lotta creativa per la forma finale dell'opera; non ci sono cancellazioni o correzioni evidenti. Se in seguito il compositore si rese conto della necessità di un cambiamento, cancellò la versione originale in modo così accurato da escludere interpretazioni errate della notazione.
Il numero insolitamente elevato di segni dinamici ed esecutivi, nonché di commenti verbali, testimonia inoltre lo sforzo di Smetana di annotare le sue idee musicali in ogni dettaglio e in modo inequivocabile: un autografo notevole, non da ultimo sotto questo aspetto.