Victorin Joncières
Symphonie romantique
Victorin Joncières
Symphonie romantique
- Formazione orchestra
- Compositore Victorin Joncières
- Edizione parte del direttore d'orchestra
- Casa Editrice Symétrie
- Numero d'ordine 9790231808728
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Creata il 9 marzo 1873 al Concert national, la Symphonie romantique di Victorin Joncières riscosse un vero successo. Il compositore trentatreenne era noto per le sue opere drammatiche eseguite al Théâtre-Lyrique e all'Opéra, ma poco per la sua musica orchestrale. In questo lavoro sperimentale per la sua scrittura strumentale, Joncières mostra uno stile che integra le innovazioni wagneriane di colore e forma, e mostra una reale preoccupazione per l'effetto sonoro e la narrazione. La scrittura musicale comprende parti meditative e contrappuntistiche ispirate ai modelli tedeschi. Il brano è scritto per un'orchestra romantica ed è diviso in quattro movimenti: andante-allegro, andante sostenuto, agitato e finale.
Il primo movimento inizia con un'introduzione andante in mi minore, una sorta di esposizione malinconica scritta in uno schema punteggiato, ripetuto in eco tra le sezioni. Segue un allegro impetuoso, caratterizzato da un tappeto continuo di ottave suonato dai celli e dai fagotti. La sensazione di agitazione, persino feroce, è rafforzata dalle armonie cromatiche, dai tuttis e dall'uso di tutta la potenza orchestrale.
Il secondo movimento, andante sostenuto, è tutto nella delicatezza e nel lirismo che ricordano Mendelssohn o Schumann. Gli archi suonano il primo tema poi ripetuto dai legni, quindi le due sezioni si uniscono per il secondo tema. Segue un animato centrale in una prospettiva ancora una volta narrativa che interferisce con questa quiete.
L'agitato successivo si ricollega al frenetico primo allegro e stupisce per i suoi colori orchestrali. Senza dubbio, questa è una delle parti più geniali di Joncières, originale e fresca, in netto contrasto con il movimento precedente.
Il finale è un grandioso corale per i fiati, dapprima limitato a clarinetti, fagotti e corni, ma a cui si uniscono progressivamente gli altri fiati fino all'ingresso dei violini. È un vero e proprio omaggio a Wagner, un chiaro riferimento al Coro dei Pellegrini in Tannhäuser; l'atmosfera solenne e seria continua a ricordarci lo spirito profondamente drammatico di quest'opera.
Una vera sfida, questa Symphonie romantique è una simbiosi tra lo stile francese e quello tedesco. Per i suoi colori e le sue avventure, può essere collegata al genere allora dominante del poema sinfonico.
Sotto la guida scientifica di
Anne-Sylvie Barthel-Calvet,
(dipartimento di Musica e Musicologia dell'UFR Arts Lettres et Langues-Metz, Université de Lorraine)
(traduzione Philippe Do)
Dettagli: 2 flauti (flauto piccolo), 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, piatti, grancassa, archi
Il primo movimento inizia con un'introduzione andante in mi minore, una sorta di esposizione malinconica scritta in uno schema punteggiato, ripetuto in eco tra le sezioni. Segue un allegro impetuoso, caratterizzato da un tappeto continuo di ottave suonato dai celli e dai fagotti. La sensazione di agitazione, persino feroce, è rafforzata dalle armonie cromatiche, dai tuttis e dall'uso di tutta la potenza orchestrale.
Il secondo movimento, andante sostenuto, è tutto nella delicatezza e nel lirismo che ricordano Mendelssohn o Schumann. Gli archi suonano il primo tema poi ripetuto dai legni, quindi le due sezioni si uniscono per il secondo tema. Segue un animato centrale in una prospettiva ancora una volta narrativa che interferisce con questa quiete.
L'agitato successivo si ricollega al frenetico primo allegro e stupisce per i suoi colori orchestrali. Senza dubbio, questa è una delle parti più geniali di Joncières, originale e fresca, in netto contrasto con il movimento precedente.
Il finale è un grandioso corale per i fiati, dapprima limitato a clarinetti, fagotti e corni, ma a cui si uniscono progressivamente gli altri fiati fino all'ingresso dei violini. È un vero e proprio omaggio a Wagner, un chiaro riferimento al Coro dei Pellegrini in Tannhäuser; l'atmosfera solenne e seria continua a ricordarci lo spirito profondamente drammatico di quest'opera.
Una vera sfida, questa Symphonie romantique è una simbiosi tra lo stile francese e quello tedesco. Per i suoi colori e le sue avventure, può essere collegata al genere allora dominante del poema sinfonico.
Sotto la guida scientifica di
Anne-Sylvie Barthel-Calvet,
(dipartimento di Musica e Musicologia dell'UFR Arts Lettres et Langues-Metz, Université de Lorraine)
(traduzione Philippe Do)
Dettagli: 2 flauti (flauto piccolo), 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, piatti, grancassa, archi