SCHREIBEN
Musica per orchestra
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Helmut Lachenmann
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Descrizione:

  • Pagine: 108
  • Pubblicazione: 28.04.2022
  • Durata: 25:00
  • Dimensioni: 297 x 420 mm
  • Peso: 722 g
  • Genere: Musica classica, Musica classica moderna
  • ISMN: 9790004212820
La mia nuova composizione orchestrale si intitola "SCRIVERE". L'azione pratica della scrittura, come azione meccanica della mano, della penna, del pennello, su una superficie (carta, pergamena, pietra, ecc.), innescata e controllata da un'esigenza comunicativa e, per quanto spontanea, regolata dalle regole della scrittura e del linguaggio, è per me uno dei processi più misteriosi della vita interpersonale di tutti i giorni, in cui si incontrano lo spirito umano e la materia morta: i pensieri o le riflessioni vengono registrati su una superficie - carta, pergamena, pietra - ad esso affidata, per così dire. E su questa deviazione attraverso il linguaggio, la scrittura e l'incisione, incontrano lo spirito del compagno che legge o decifra. Come compositore, tuttavia, mi chiedo: esiste anche un altro nesso causale, esiste, ad esempio, una scrittura "autonoma", una creazione di segni senza senso, attraverso il movimento libero e liberato della mano che scrive, dove lo scrittore guarda solo la propria scrittura con stupore?
Le immagini, anche quelle "astratte", non sono forse scritte in Giappone? (In un film underground degli anni Settanta sul giovane Mozart, lo spettatore si vede trasportato in una stanza di una locanda italiana dove il giovane Mozart, in viaggio, sta mettendo frettolosamente su carta i recitativi di una delle sue opere italiane. Per più di un quarto d'ora siamo lì, ad ascoltare non la musica che viene creata, ma il nervoso graffiare della penna sulla ruvida carta da musica nel silenzio pomeridiano - si sente ancora solo il costante battito del pendolo dell'orologio a muro - e sperimentiamo questo mondo sonoro secondario non meno intensamente di quanto gli altri ascoltatori sperimentino la musica che viene silenziosamente creata nel processo.)
L'orchestra nel mio pezzo "scrive". Aggiunge linea a linea, vede se stessa come una sorta di "dispositivo di scrittura" multiforme. Noi ascoltatori non leggiamo ciò che è "scritto", ma sentiamo il processo di scrittura, il colpo dell'arco, il movimento della bacchetta di legno che raschia la pelle o il tam-tam, e osserviamo la sua imitazione o trasformazione da parte degli strumenti a fiato - a volte anche senza tono - che si uniscono per formare forme lineari come una sorta di cerimonia di scrittura sonora. Il risultato è una musica che di tanto in tanto dimentica il suo punto di partenza mentale e si sviluppa e trasforma come situazione sonora autonoma, scrivendo infine una sorta di "cantilena" nel registro più acuto.
Chi scrive la parola tedesca "Schreiben" (ingl. "scrivere") scrive inevitabilmente anche la parola "Schrei" (ingl. "gridare"), e scrive anche la parola "reiben" (ingl. "strofinare"). Per quanto il primo termine possa essere emotivo, il secondo è sobriamente pratico. Il mio pezzo è caratterizzato da entrambi gli aspetti, compresi i loro opposti.
(Helmut Lachenmann, 2003)

Aggiungi un appuntamento per oggi: subito dopo la meravigliosa prima del brano nel 2003 alla Suntory Hall, insieme al mio concerto per pianoforte e orchestra "Ausklang" - provato con amore e concentrazione e arrangiato sovranamente dal Maestro Kazuyoshi Akyama, a cui l'opera è dedicata e con cui mi sento legato da 40 anni con grande ammirazione e gratitudine - ho rivisto "SCHREIBEN" e l'ho ampliato di circa 40 battute. E così, dopo molte altre esecuzioni in Europa, torna finalmente nel suo luogo di nascita.
(Helmut Lachenmann, 15 giugno 2012)