Matilde Capuis
Ouverture
für Orchester
Matilde Capuis
Ouverture
für Orchester
- Formazione orchestra
- Compositore Matilde Capuis
-
Difficoltà
- Edizione partitura
- Casa Editrice Furore Verlag
- Numero d'ordine FUR2559
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Ouverture per orchestra (2.2.2.2.-2.2.2.0., Timp, Str): L'Ouverture per orchestra (1942) di Matilde Capuis è una prima opera sinfonica per orchestra classica. Si colloca stilisticamente tra il tardo romanticismo e il linguaggio tonale moderno ed è storicamente notevole perché la sua prevista esecuzione nel 1942 fu impedita per motivi sessisti.
L'opera fu composta ai tempi in cui Capuis era studentessa all'Accademia Musicale Chigiana di Siena e fu già una questione politica alla sua prima esecuzione: nel 1942, l'ouverture doveva essere eseguita come parte di un concerto finale e trasmessa alla radio. Quando il direttore d'orchestra Antonio Guarnieri venne a sapere, verso la fine delle prove, che dietro la copertura precauzionale di "M. Capuis" si nascondeva una donna, cancellò le note dal podio e gridò: "Non dirigerò mai un'opera di una donna".
L'opera in un solo movimento combina una forma chiara e classica con un linguaggio tonale espressivo e melodico. È caratterizzata dal contrasto tra un'idea principale energica e ritmica e passaggi lirici e vocali, che appaiono principalmente nei fiati e negli archi.
La musica di Capuis rimane fedele alla tonalità estesa e rifugge deliberatamente da esperimenti radicali d'avanguardia. Al contrario, l'espressione delle emozioni personali e la melodia cantabile sono al centro del suo stile compositivo. L'ouverture dimostra la sua sicura padronanza dei colori orchestrali e la sua preferenza per il suono caldo degli archi in una fase iniziale. Oggi l'opera è considerata un esempio impressionante di musica orchestrale italiana degli anni Quaranta.
L'opera fu composta ai tempi in cui Capuis era studentessa all'Accademia Musicale Chigiana di Siena e fu già una questione politica alla sua prima esecuzione: nel 1942, l'ouverture doveva essere eseguita come parte di un concerto finale e trasmessa alla radio. Quando il direttore d'orchestra Antonio Guarnieri venne a sapere, verso la fine delle prove, che dietro la copertura precauzionale di "M. Capuis" si nascondeva una donna, cancellò le note dal podio e gridò: "Non dirigerò mai un'opera di una donna".
L'opera in un solo movimento combina una forma chiara e classica con un linguaggio tonale espressivo e melodico. È caratterizzata dal contrasto tra un'idea principale energica e ritmica e passaggi lirici e vocali, che appaiono principalmente nei fiati e negli archi.
La musica di Capuis rimane fedele alla tonalità estesa e rifugge deliberatamente da esperimenti radicali d'avanguardia. Al contrario, l'espressione delle emozioni personali e la melodia cantabile sono al centro del suo stile compositivo. L'ouverture dimostra la sua sicura padronanza dei colori orchestrali e la sua preferenza per il suono caldo degli archi in una fase iniziale. Oggi l'opera è considerata un esempio impressionante di musica orchestrale italiana degli anni Quaranta.