Luigi Cherubini
Messe solennelle in d
Luigi Cherubini
Messe solennelle in d
- Formazione solista (SSATTB), coro misto (SATB) e orchestra
- Compositore Luigi Cherubini
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Difficoltà
- Edizione parte coro basso per scaricare e online audio
- Casa Editrice Carus-Verlag
- Numero d'ordine CV27903-48-DL
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Descrizione:
Come si fa, in qualità di compositrice, a candidarsi per un posto alla corte? Con la propria musica! Quando nel 1810 Luigi Cherubini volle proporsi come successore di Joseph Haydn alla corte del principe ungherese Nicola II Esterházy, compose la sua "Messa solenne in re minore". Cherubini optò per una messa molto ampia, quasi opulenta, che gli offriva ampie opportunità di dimostrare la propria abilità. L’opera è più lunga della «Missa solemnis» di Beethoven e rientra sicuramente tra le composizioni più estese dell’ordinario della Messa in assoluto: il solo Gloria è composto da quasi 900 battute. La Messa, tuttavia, non colpisce solo per la sua mera ricchezza, ma punta su contrasti ben armonizzati tra loro. Ne è un esempio l’«Et incarnatus». La prima parte, affidata a solisti, è concepita in modo sobrio e devoto – cantata in gran parte a cappella. Nella seconda metà, il movimento si infittisce su ostinati ritmici grazie a un pedale molto lungo e presente nel coro e nei clarinetti, conferendo alla scena della crocifissione un carattere inesorabile e tragico. Grazie a svolte armoniche audaci ma non per questo meno affascinanti e al contrasto con la prima parte del movimento, l’effetto di quest’ultimo risulta ancora più incisivo. Alla corte, gli sforzi di Cherubini non portarono all’incarico desiderato, ma nel 1825 egli pubblicò con successo la sua «Messa solenne» a proprie spese. L’edizione critica di Wolfgang Hochstein propone per la prima volta l’Hosanna nella forma originariamente prevista dal compositore, basandosi sull’autografo. Come prezioso complemento, l’edizione contiene inoltre un’introduzione alternativa al Sanctus, tramandata nell’autografo ma che non era stata inclusa nella prima stampa. L’edizione offre così un nuovo e completo approccio a questa opera poliedrica di musica sacra, risalente al periodo tra il Classicismo e il Romanticismo.