Enjott Schneider
Der dunkle Spiegel
für Chor und Orchester (nach Paulus im 1. Korintherbrief, 13, 9-13)
Enjott Schneider
Der dunkle Spiegel
für Chor und Orchester (nach Paulus im 1. Korintherbrief, 13, 9-13)
- Formazione coro e orchestra
- Compositore Enjott Schneider
- Edizione parte flauto traverso 1
- Casa Editrice Strube Verlag
- Numero d'ordine STRUBE4421-07
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Il Tutto-Uno cosmico - chiamato anche Dio - è una totalità indivisibile, l'origine di tutto l'essere: e nell'ESSERE, l'UNO è nascosto come un anagramma. 1×1 =1 1, 1:1=1... L'interezza, l'universo (= "diretto verso l'Uno") è indivisibile, immutabile fin dall'inizio.
Gli uomini, tuttavia, si sono allontanati dall'Uno, dall'interezza, dalla "salvezza" e hanno smarrito la strada nel labirinto delle ma-trilioni di parti e forme individuali di questa creazione: vedono solo frammenti, pezzi rotti.E dovrebbero usare il potere dell'amore come forza di coerenza per riparare questi "vasi rotti" (come li chiama la Cabala ebraica) e ritrovare la strada verso l'unità del mondo, verso l'"Unus Mundus". Il mondo è fisicamente un ologramma... tutto è contenuto in tutto. Il macrocosmo è identico al microcosmo. L'interezza è il "santo", la "salvezza". Anche in inglese è molto chiaro: "Holy" deriva da "the whole"... il tutto. È proprio questa conoscenza che l'apostolo Paolo ha espresso con tanta magica chiarezza nella sua prima lettera ai Corinzi: "La nostra conoscenza è parziale e la nostra profezia è parziale. Ma quando verrà ciò che è perfetto, allora cesserà il lavoro frammentario". Questo - anche il Tikkun Olam o Tao Te King - costringe l'uomo a tornare dal mondo fisico-finito alla sua origine spirituale. L'amore - come matematica dell'anima - è la ri-esperienza dell'"Uno" dell'origine.
Gli uomini, tuttavia, si sono allontanati dall'Uno, dall'interezza, dalla "salvezza" e hanno smarrito la strada nel labirinto delle ma-trilioni di parti e forme individuali di questa creazione: vedono solo frammenti, pezzi rotti.E dovrebbero usare il potere dell'amore come forza di coerenza per riparare questi "vasi rotti" (come li chiama la Cabala ebraica) e ritrovare la strada verso l'unità del mondo, verso l'"Unus Mundus". Il mondo è fisicamente un ologramma... tutto è contenuto in tutto. Il macrocosmo è identico al microcosmo. L'interezza è il "santo", la "salvezza". Anche in inglese è molto chiaro: "Holy" deriva da "the whole"... il tutto. È proprio questa conoscenza che l'apostolo Paolo ha espresso con tanta magica chiarezza nella sua prima lettera ai Corinzi: "La nostra conoscenza è parziale e la nostra profezia è parziale. Ma quando verrà ciò che è perfetto, allora cesserà il lavoro frammentario". Questo - anche il Tikkun Olam o Tao Te King - costringe l'uomo a tornare dal mondo fisico-finito alla sua origine spirituale. L'amore - come matematica dell'anima - è la ri-esperienza dell'"Uno" dell'origine.