Joseph Achron
Golem, Suite
for Chamber Orchestra
Joseph Achron
Golem, Suite
for Chamber Orchestra
- Formazione Orchestra di camera
- Compositore Joseph Achron
- Edizione spartiti
- Casa Editrice Musikproduktion Höflich
- Numero d'ordine MPH6152
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Prefazione
Joseph Achron è uno di quei compositori del primo Novecento la cui opera si basa sulla tensione tra tradizione strumentale virtuosa, linguaggio musicale moderno e identità culturale. Allievo di Leopold Auer e Anatoly Lyadov, era saldamente radicato nella tradizione educativa russa, ma allo stesso tempo cercava - soprattutto nell'ambiente della Society for Jewish Folk Music - di creare una musica d'arte ebraica indipendente che andasse oltre la semplice folclorizzazione. Questa preoccupazione estetica, che lega strettamente suono, simbolo e identità, è particolarmente evidente in Golem, Suite per orchestra da camera (1931/32), nata dalla musica incidentale del dramma di H. Leivick.
Il golem è uno dei miti più impressionanti della tradizione ebraica. Creato dalla terra e portato in vita da lettere sacre o dal nome di Dio, simboleggia un essere senza anima - materia che ha preso forma, sospesa tra la vita e la morte. Nelle versioni successive della leggenda, in particolare nella tradizione praghese di Rabbi Judah Loew, il Golem incarna sia la protezione che la minaccia: una creatura che serve il suo creatore ma che sfugge al controllo e che alla fine deve essere nuovamente ridotta in polvere. Il mito ruota quindi intorno alle questioni centrali della creazione, del potere, dell'arroganza e della caducità, temi che sono stati reinterpretati artisticamente molte volte nel XX secolo.
Joseph Achron è uno di quei compositori del primo Novecento la cui opera si basa sulla tensione tra tradizione strumentale virtuosa, linguaggio musicale moderno e identità culturale. Allievo di Leopold Auer e Anatoly Lyadov, era saldamente radicato nella tradizione educativa russa, ma allo stesso tempo cercava - soprattutto nell'ambiente della Society for Jewish Folk Music - di creare una musica d'arte ebraica indipendente che andasse oltre la semplice folclorizzazione. Questa preoccupazione estetica, che lega strettamente suono, simbolo e identità, è particolarmente evidente in Golem, Suite per orchestra da camera (1931/32), nata dalla musica incidentale del dramma di H. Leivick.
Il golem è uno dei miti più impressionanti della tradizione ebraica. Creato dalla terra e portato in vita da lettere sacre o dal nome di Dio, simboleggia un essere senza anima - materia che ha preso forma, sospesa tra la vita e la morte. Nelle versioni successive della leggenda, in particolare nella tradizione praghese di Rabbi Judah Loew, il Golem incarna sia la protezione che la minaccia: una creatura che serve il suo creatore ma che sfugge al controllo e che alla fine deve essere nuovamente ridotta in polvere. Il mito ruota quindi intorno alle questioni centrali della creazione, del potere, dell'arroganza e della caducità, temi che sono stati reinterpretati artisticamente molte volte nel XX secolo.