Tarik O'Regan
The Wonders We Seek Without Us
per coro di voci bianche e orchestra d'archi
Tarik O'Regan
The Wonders We Seek Without Us
per coro di voci bianche e orchestra d'archi
- Formazione coro misto (SATB) e orchestra d'archi
- Compositore Tarik O'Regan
- Edizione partiturina
- Casa Editrice Novello Publishing
- Numero d'ordine NOV297567
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Per coro SATB e orchestra d'archi, scritto nel 2024, commissionato dal Master, dai Fellows e dagli Scholars del Pembroke College di Oxford in occasione del quadricentenario del College nel 2024. Eseguita per la prima volta il 29 giugno 2024, diretta da Mark Wilson. Dedicata alla memoria del dottor Guy Newbury (1964-2022). Durata: circa 18 minuti.The Wonders We Seek Without Us esamina la scintilla della curiosità che sta alla base della ricerca e dell'esplorazione. Thomas Browne (1605-1682), polimatico alunno del Pembroke College di Oxford (committente di quest'opera), che tenne l'orazione dei laureandi in occasione dell'incorporazione del College nel 1624, parla di questa scintilla che porta a una "fiamma pura". Quando si pensa di portare con sé "le meraviglie che cerchiamo senza di noi", questa fiamma può essere vista come già presente dentro di noi mentre cerchiamo gli aspetti straordinari della vita all'esterno. L'idea viene ripresa da Countee Cullen (1903-1946), una delle voci più importanti dell'Harlem Renaissance, e rivolta verso l'interno. Egli immagina che la fiamma sia parte di una brace che accende la propria esplorazione dell'identità, della cultura e dell'ascendenza, sfumando l'affermazione di Browne secondo cui "c'è tutta l'Africa e i suoi prodigi in noi". Cullen si chiede: "Che cos'è l'Africa per me? "Virginia Woolf (1882-1941) media questa discussione immaginaria chiedendosi se tali aspetti del pensiero e dell'esistenza - "le concezioni della vita" - siano, in realtà, sogni. Dopo tutto, la fiamma di Browne è invisibile e la brace di Cullen è nascosta. In questo contesto, lo straordinario linguaggio usato dal College of Heralds nella concessione delle armi al Pembroke College nel 1625 ha un'aria di realismo magico. Il minimo "fiori ed erbe" di Woolf diventa "una rosa gules seminata o spinata vert" e un "cardo proprio". Il modo in cui un oggetto inanimato - lo stemma di un college - può essere impregnato di movimento e slancio solo grazie al linguaggio con cui viene descritto ci riporta alla scintilla dell'immaginazione. Sono le fiamme interiori della scoperta che illuminano le nostre ricerche esterne di comprensione.