Sonate op. 112
per flauto e pianoforte
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Mel Bonis
Sonate op. 112
per flauto e pianoforte

Mel Bonis
Sonate op. 112

per flauto e pianoforte

  • Formazione flauto traverso e pianoforte
  • Compositore Mel Bonis
  • Edizione spartiti
  • Casa Editrice Edition Kossack
  • Numero d'ordine KOSSACK98024
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Descrizione:

  • Pubblicazione: 01.10.2025
  • Opus: 112
  • Genere: Musica classica, Musica classica (romantica)
  • Accompagnamento: Pianoforte
Trascrizione della Sonata per violino e pianoforte.

Questa edizione offre una trascrizione della Sonata per violino di Mel Bonis per flauto e pianoforte, un progetto che ha richiesto ricerche approfondite, trascrizioni dettagliate e prove pratiche in contesti esecutivi. Le decisioni editoriali di questa edizione sono state guidate da considerazioni sia pratiche che stilistiche.

Tra le oltre 300 opere di Mel Bonis, la Sonata per violino in fa diesis minore, op. 112, si distingue come il suo contributo più maturo al genere della sonata. Fu composta negli ultimi anni della sua vita e pubblicata da Maurice Senart nel 1923. L'opera testimonia la sua padronanza della musica da camera su larga scala, in cui combina l'espressività personale con il rigore strutturale. La Bonis aveva già scritto due sonate - la sonata per flauto (1904) e quella per violoncello (1905) - prima di dedicarsi al violino. La sonata per violino adotta pienamente la tecnica ciclica influenzata dal suo maestro César Franck, con connessioni tematiche e armoniche che collegano i quattro movimenti. Nel 1998, Eberhard Mayer ha descritto il Moderato iniziale come uno stile che "intreccia complessità ritmica, cromatismo e temi profondamente ossessionanti e malinconici, esprimendo alla fine un puro senso di malinconia".

Il primo movimento stabilisce questa atmosfera attraverso un lirismo fluente e un'instabilità armonica, plasmata da sottigliezze ritmiche tra linea melodica e accompagnamento. Il secondo movimento, un Presto scherzo, fa da contrasto grazie al suo spirito e alla sua leggerezza. Può essere paragonato non solo al corrispondente scherzo della sonata per flauto, ma anche allo scherzo conclusivo della suite per flauto, violino e pianoforte.

Il terzo movimento costituisce il centro espressivo della sonata, simile alla sonata per violino in la maggiore di Franck. È basato su una canzone popolare greca. Il movimento ricorda il suono dei canti ortodossi e integra una scrittura modale che fa riferimento alle tradizioni dell'antica Grecia.

L'ultimo movimento sviluppa questo materiale con una maggiore energia e un esteso dialogo tra violino e pianoforte. Frammenti motivici delle sezioni precedenti riappaiono in nuovi contesti armonici, rafforzando la concezione ciclica dell'opera. L'insieme di questi elementi conferisce al movimento coerenza e slancio, portando a una conclusione decisiva.

La sonata fu eseguita per la prima volta nel 1919 alla Salle Gaveau di Parigi sotto gli auspici della Société Musicale Indépendante. Le reazioni dei contemporanei furono positive. Un critico del Courrier des Musiciens sottolineò i contrasti dell'opera e lodò in particolare "un Andante, accuratamente costruito su una melodia greca, che si dispiega in uno sviluppo accattivante prima di condurre a un finale vivace e potente". Questa testimonianza sottolinea l'equilibrio tra buio e luce che caratterizza l'opera. Sebbene la sonata sia caduta nell'oblio nel corso del XX secolo, la sua recente riscoperta ne ha confermato lo status di opera da camera tra le più significative di Bonis: una composizione che, pur mostrando l'influenza di Franck, afferma anche una voce personale - lirica, armonicamente audace e profondamente espressiva.Mel Bonis (1858-1937), nato Mélanie Hélène, è stato un prolifico compositore francese il cui catalogo di oltre 300 opere comprende musica per pianoforte, organo, camera, orchestrale e vocale. Nel 1881, mentre studiava al Conservatorio di Parigi, adottò il nome di "Mel Bonis", un passaggio dall'improvvisazione alla composizione matura. La sua prima opera firmata con questo nome è un pezzo per pianoforte intitolato Impromptu, ma première pièce, par Mel Bonis. La scelta di uno pseudonimo androgino rifletteva sia il desiderio di indipendenza artistica sia una strategia per affermarsi in un ambiente musicale dominato dagli uomini. Christine Géliot, presidente dell'Associazione Mel Bonis e discendente della compositrice, ha sottolineato che i riferimenti moderni devono rispettare questa identità professionale scelta.

Mel Bonis è stata allieva di César Franck e di Ernest Guiraud, il cui insegnamento ha plasmato il suo pensiero armonico e strutturale, mentre allo stesso tempo ha sviluppato un proprio stile compositivo, caratterizzato da lirismo, delicatezza ritmica e colore armonico.

La biografia Mel Bonis, femme et "compositeur" di Christine Géliot (L'Harmattan, 2010; traduzione tedesca Mel Bonis, Frau und Komponistin, Furore, 2015; traduzione inglese Mel Bonis, Woman and Composer, Furore, 2025) offre un quadro più completo della sua vita professionale e privata, comprese le sue relazioni, le sfide professionali e gli sforzi per promuovere il suo lavoro a livello internazionale. Presenta Mel Bonis come una compositrice rispettata e riconosciuta a livello internazionale, la cui musica incarna la maestria tecnica, la profondità espressiva e il significato duraturo.