Peer Gynt: A Concert Fantasy
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Edvard Grieg
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Descrizione:

  • Pagine: 24
  • Pubblicazione: 01.07.2026
  • Genere: Musica concertante
  • Accompagnamento: Pianoforte
  • ISMN: 9790570810284
Questa "Fantasia da concerto" per flauto e pianoforte, con tamburello facoltativo, si ispira alla musica di scena composta da Edvard Grieg per il "Peer Gynt" di Henrik Ibsen, op. 23. Anziché seguire Peer stesso come figura centrale, l’opera esplora due personaggi femminili contrastanti: la Figlia del Re della Montagna, che appare inizialmente travestita da Donna in Verde, e Solveig, la fedele amata di Peer. Peer rimane la presenza unificante sullo sfondo.

La struttura dell’opera è emersa solo dopo il completamento dell’arrangiamento, ma ha confermato la logica drammatica del progetto. Ingrid, la figlia del contadino di Hæstad, è stata omessa; l’attenzione si concentra invece sull’incontro con la Figlia del Re della Montagna e, in seguito, sulla presenza costante di Solveig.

La musica di Grieg per *Peer Gynt* mi è cara fin dalla prima infanzia. Esiste persino un video in cui, all’età di quattro anni, canticchio la «Canzone di Solveig» al pianoforte. Il linguaggio musicale di Grieg mi è quindi profondamente familiare, e ho cercato di far sì che le transizioni di nuova composizione suonassero il più naturalmente possibile «alla Grieg».

Nel dare forma alla parafrasi, la musica di Grieg è stata più importante della trama stessa, in particolare i brani meno noti che raramente si ascoltano al di fuori della musica di scena completa. La scena iniziale, «Peer Gynt e la donna in verde», era stata omessa dalla prima edizione pubblicata della musica di scena nel 1908 ed è apparsa solo nell’edizione Urtext del 1988 a cura del musicologo norvegese Finn Benestad. La scena del Naufragio, qui abbreviata e adattata, è stata anch’essa conservata tra i manoscritti di Grieg presso l’Archivio Grieg della Biblioteca Pubblica di Bergen, donati dal compositore nel 1906.

Il Canto di Solveig è stato incluso per la sua notorietà, il significato personale e il ruolo strutturale. Collocata al centro della parafrasi, tra l’energica "Danza della figlia del re della montagna" e la scena del naufragio, essa costituisce una svolta sia musicale che drammatica. L’opera si conclude poi con la calma e onirica «Ninnananna di Solveig». La riduzione per pianoforte della ninnananna si basa sull’arrangiamento di Gustav Friedrich Kogel, pubblicato da C. F. Peters nel 1919 come parte della partitura per pianoforte della musica di scena. Nel trascrivere la linea vocale per flauto, ho apportato alcune lievi modifiche interpretative, in particolare alzando di un’ottava la frase finale con la fermata.

La decisione di omettere i brani più noti, come "Stato d’animo mattutino", "La danza di Anitra" e "Danza araba", è stata deliberata. Questi brani esistono già in numerosi arrangiamenti e la loro inclusione avrebbe reso l’insieme meno caratteristico. Al contrario, le scene selezionate conferiscono alla parafrasi una forma coerente, incorniciata dal pianoforte all’inizio e alla fine.

Il tamburello, facoltativo, è stato aggiunto dopo il completamento della prima scena, durante la preparazione dell’apertura della "Danza della figlia del re della montagna". Aggiunge colore, varietà e un tocco di realismo teatrale. Anche la sua breve ricomparsa nelle battute 183-188, prima della scena del Naufragio, è di natura pratica, poiché permette all’esecutore di intervenire nuovamente anziché rimanere in silenzio dopo la seconda scena.

Sono state prese alcune libertà artistiche rispetto al dramma di Ibsen. Nella prima scena, il flauto suggerisce il carattere provocante e civettuolo della Figlia del Re della Montagna nelle vesti della Donna in Verde. I temi di Grieg vengono sviluppati nelle battute 23-32, con cambi di tonalità tra unità di quattro e due battute; dalla battuta 33 la musica ritorna al materiale originale di Grieg, portando la scena a una conclusione naturale prima della transizione all’episodio successivo alla battuta 43.

Un’altra importante licenza compositiva si verifica prima della scena finale, la «Ninnananna di Solveig», dove il lungo assolo del flauto suggerisce Solveig che canticchia mentre aspetta Peer. Questo momento non è presente nell’opera teatrale di Ibsen, né Peer raggiunge Solveig immediatamente dopo il naufragio; nel dramma egli deve prima attraversare la foresta notturna e confrontarsi con il proprio passato. In questa parafrasi, tuttavia, la sequenza è resa più immediata: Peer, esausto e in fin di vita, viene trasportato a riva su un’asse di legno e raggiunge la casa di Solveig con le ultime forze. Lei lo conduce delicatamente all’interno dalla terrazza e stringe la sua anima tra le braccia per l’eternità.

Luukas Hiltunen

Tampere, luglio 2024