Friedrich II.
4 Flötenkonzerte Nr. 1 - 4
per flauto e orchestra
Friedrich II.
4 Flötenkonzerte Nr. 1 - 4
per flauto e orchestra
- Formazione flauto traverso e pianoforte
- Compositore Friedrich II.
- Serie Repertoire Explorer
- Edizione spartiti
- Casa Editrice Musikproduktion Höflich
- Numero d'ordine MPH4698
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Prefazione
"Le arti e le scienze vanno di pari passo. Le ringraziamo per tutto. Sono le benefattrici del genere umano. Il cittadino delle grandi città ne gode senza rendersi conto, nel suo orgoglioso benessere, di quante notti insonni e di quanti sforzi siano necessari per soddisfare i suoi bisogni e le sue inclinazioni, spesso capricciose."1
Queste sono parole di profonda comprensione e di riflessione di ampio respiro con cui Federico il Grande descrive il processo, spesso laborioso, della creazione delle opere d’arte. Quando Federico scrisse queste righe nel suo trattato del 1772 *Über den Nutzen der Künste und Wissenschaften im Staate* (Sull’utilità delle arti e delle scienze nello Stato), era già re di Prussia da oltre tre decenni. Già durante il suo regno, Federico si dedicò alle sue poliedre inclinazioni artistiche e filosofiche, era in contatto con le grandi personalità della storia intellettuale del suo tempo – basti pensare alla sua intensa e arguta corrispondenza con il filosofo francese Voltaire – ed era attivo come scrittore, compositore e filosofo. In qualità di filosofo, si professò tale anche nel suo testamento, nel quale stabilì come uno dei suoi ultimi desideri una sepoltura semplice senza grandi cerimonie: «Ho vissuto da filosofo e voglio essere sepolto come tale, senza ostentazione, senza fasto solenne.»2
Gli sforzi menzionati da Federico nella citazione introduttiva, necessari per creare arte, non si basano solo su considerazioni teoriche, ma egli poteva anche attingere alla propria esperienza di compositore e flautista. Formato, tra gli altri, dal famoso flautista Johann Joachim Quantz, le sue abilità strumentali, secondo la tradizione, raggiunsero un livello professionale.3 Come compositore, Federico lasciò un’opera assolutamente rispettabile, sebbene dedicata principalmente al suo strumento, il flauto.
"Le arti e le scienze vanno di pari passo. Le ringraziamo per tutto. Sono le benefattrici del genere umano. Il cittadino delle grandi città ne gode senza rendersi conto, nel suo orgoglioso benessere, di quante notti insonni e di quanti sforzi siano necessari per soddisfare i suoi bisogni e le sue inclinazioni, spesso capricciose."1
Queste sono parole di profonda comprensione e di riflessione di ampio respiro con cui Federico il Grande descrive il processo, spesso laborioso, della creazione delle opere d’arte. Quando Federico scrisse queste righe nel suo trattato del 1772 *Über den Nutzen der Künste und Wissenschaften im Staate* (Sull’utilità delle arti e delle scienze nello Stato), era già re di Prussia da oltre tre decenni. Già durante il suo regno, Federico si dedicò alle sue poliedre inclinazioni artistiche e filosofiche, era in contatto con le grandi personalità della storia intellettuale del suo tempo – basti pensare alla sua intensa e arguta corrispondenza con il filosofo francese Voltaire – ed era attivo come scrittore, compositore e filosofo. In qualità di filosofo, si professò tale anche nel suo testamento, nel quale stabilì come uno dei suoi ultimi desideri una sepoltura semplice senza grandi cerimonie: «Ho vissuto da filosofo e voglio essere sepolto come tale, senza ostentazione, senza fasto solenne.»2
Gli sforzi menzionati da Federico nella citazione introduttiva, necessari per creare arte, non si basano solo su considerazioni teoriche, ma egli poteva anche attingere alla propria esperienza di compositore e flautista. Formato, tra gli altri, dal famoso flautista Johann Joachim Quantz, le sue abilità strumentali, secondo la tradizione, raggiunsero un livello professionale.3 Come compositore, Federico lasciò un’opera assolutamente rispettabile, sebbene dedicata principalmente al suo strumento, il flauto.