Philippe Hurel
Périple
Philippe Hurel
Périple
- Formazione canto (voce acuta), clarinetto basso, fisarmonica e 2 percussioni
- Compositore Philippe Hurel
- Edizione spartiti
- Casa Editrice Editions Henry Lemoine
- Numero d'ordine LEMO29541
IVA inclusa,
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Descrizione:
Dal 2012 al 2014 ho avuto la fortuna di lavorare con lo scrittore Tanguy Viel all'opera Les Pigeons d'argile che il Théâtre du Capitole mi ha commissionato. Da allora abbiamo mantenuto un rapporto intellettuale, artistico e di amicizia molto forte. È così che ci è venuta l'idea di lavorare di nuovo insieme, ma su un progetto completamente diverso. Questo progetto consiste in sette "situazioni musicali" - come miniature o dipinti - ognuna legata a una grande città che ha lasciato il segno in Tanguy Viel. I testi che ha scritto, sette poesie, fanno riferimento al Satori cinese, nel senso della meraviglia quasi spirituale che queste città hanno suscitato in lui. Tanguy è appena tornato da un lungo viaggio intorno al mondo, principalmente in nave da carico, e sono le forti impressioni delle città che ha incontrato che vuole condividere con noi qui. La musica è scritta per un ensemble formato dal Trio K/D/M - un fisarmonicista e due percussionisti - e da Alain Billard, virtuoso clarinettista, a cui si aggiunge la voce di Elise Chauvin, soprano e attrice. Per quanto riguarda il trattamento della voce, si tratta di un'opera completamente diversa da quella che abbiamo realizzato per l'opera. Si tratta di una voce che dice i testi, senza parlare o cantare davvero, una via di mezzo che non ha nulla a che fare con lo Sprechgesang, ma è il risultato di un lavoro con Elise Chauvin basato su un insieme ristretto di suoni e modalità di gioco che abbiamo sviluppato in base al testo. Il brano, della durata di circa 30 minuti, è al tempo stesso una sorta di diario di viaggio e un'espressione del "risveglio spirituale" provocato dai luoghi visitati da Tanguy Viel.Philippe HurelTanguy Viel aggiunge: "Le poesie che compongono Périple nascono da un sentimento, quello che a volte accade, senza preavviso, nel cuore delle grandi città, e che prende la forma di un rapimento: per lo spazio di un istante, l'inondazione di percezioni si riunisce in una sintesi emotiva che soggioga la sensibilità. La poesia sarebbe allora il resoconto, o meglio la traccia. Da una capitale all'altra, da Shanghai a Londra, è questa esperienza, che i giapponesi chiamano "satori", che questi testi cercano di definire e mettere in scena. Che possano a loro volta far emergere l'intensità dell'esperienza nascosta in loro.Tanguy Viel