Misato Mochizuki
Intermezzi 5
per Viola e Accordeon
Misato Mochizuki
Intermezzi 5
per Viola e Accordeon
- Formazione viola e fisarmonica
- Compositore Misato Mochizuki
- Edizione partitura
- Casa Editrice Breitkopf & Härtel KG
- Numero d'ordine EB9229
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Il ciclo degli "Intermezzi" (I per flauto e pianoforte; II per koto solo; III per percussioni sole; IV per clarinetto e pianoforte come preludio alla Sonata op 120/1 di Brahms; e V per viola e fisarmonica) è stato ispirato dalla teoria del "discorso frammentato" di Roland Barthes (1915-1980). Molti dei suoi libri sono scritti senza un ordine predeterminato di argomentazione e presentano una moltitudine di temi diversi che si susseguono, creando associazioni inaspettate durante la lettura. Questa forma retorica incarna la simultaneità di più livelli di pensiero, la collisione e la densificazione reciproca dei concetti. In un terreno in continuo movimento, il lettore attento non ha altra scelta che generare un nuovo tipo di sintesi. A poco a poco, attraverso piccoli passi di pensiero, si prepara una visione unitaria; si compie in modo precipitoso e si cristallizza in una nuova prospettiva. Forse questo è un modo elegante di afferrare l'insondabile accumulando la molteplicità delle sue manifestazioni in modo comprensibile. Nel modo in cui la mia musica viene percepita, cerco un'esperienza simile che mi disimpegna da una rigida pianificazione della forma e della tecnica compositiva. Le mie idee musicali hanno l'aspetto dell'improvvisazione, di un processo non calcolato: la mia musica assume il suo significato solo nel momento esatto in cui gli eventi si svolgono.
Quando ho iniziato a comporre "Intermezzi V" nel 2013, la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il principio della biogenesi, la teoria secondo cui un singolo ciclo di vita di un animale riproduce in forma condensata l'evoluzione della sua specie nel suo complesso. Questa immagine mi ha permesso di comprendere l'insolita combinazione viola/fisarmonica in termini di evoluzione nel tempo: la viola è uno strumento nuovo e antico al tempo stesso, esistente dal XVI secolo circa, anche se la standardizzazione della sua forma e del suo ruolo, in particolare come strumento solista, si è affermata solo in tempi relativamente recenti. Per quanto riguarda la fisarmonica, pur avendo preso forma solo all'inizio dell'era moderna, il suo concetto fondamentale risale a circa 2.500 anni fa, allo Shô, un antico organo a bocca asiatico costituito da un cerchio di canne di bambù.
Mi chiedo se queste evoluzioni siano così lineari o unidirezionali come sembrano; piuttosto, immagino che procedano per derivazioni simultanee in varie direzioni, uguali e isotopiche, a immagine della biogenesi, dove tutte le specie hanno lo stesso status e lo stesso rango. È un po' come "YouTube", uno spazio virtuale dove passato e presente dialogano e dove i vari elementi costitutivi del nostro mondo possono incontrarsi. Risuona con "i molteplici modi di pensare a cui danno luogo le forme frammentate e le leggi della prospettiva visiva che derivano dalla molteplicità dei punti di vista", tanto cari a Roland Barthes.
(Misato Mochizuki)
Quando ho iniziato a comporre "Intermezzi V" nel 2013, la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il principio della biogenesi, la teoria secondo cui un singolo ciclo di vita di un animale riproduce in forma condensata l'evoluzione della sua specie nel suo complesso. Questa immagine mi ha permesso di comprendere l'insolita combinazione viola/fisarmonica in termini di evoluzione nel tempo: la viola è uno strumento nuovo e antico al tempo stesso, esistente dal XVI secolo circa, anche se la standardizzazione della sua forma e del suo ruolo, in particolare come strumento solista, si è affermata solo in tempi relativamente recenti. Per quanto riguarda la fisarmonica, pur avendo preso forma solo all'inizio dell'era moderna, il suo concetto fondamentale risale a circa 2.500 anni fa, allo Shô, un antico organo a bocca asiatico costituito da un cerchio di canne di bambù.
Mi chiedo se queste evoluzioni siano così lineari o unidirezionali come sembrano; piuttosto, immagino che procedano per derivazioni simultanee in varie direzioni, uguali e isotopiche, a immagine della biogenesi, dove tutte le specie hanno lo stesso status e lo stesso rango. È un po' come "YouTube", uno spazio virtuale dove passato e presente dialogano e dove i vari elementi costitutivi del nostro mondo possono incontrarsi. Risuona con "i molteplici modi di pensare a cui danno luogo le forme frammentate e le leggi della prospettiva visiva che derivano dalla molteplicità dei punti di vista", tanto cari a Roland Barthes.
(Misato Mochizuki)