Richard Lane
Elegy
per soprano, clarinetto (o oboe) e pianoforte
Richard Lane
Elegy
per soprano, clarinetto (o oboe) e pianoforte
- Formazione Voce (acuta), Clarinetto e Pianoforte
- Formazione opzionale Voce (acuta), Oboe e Pianoforte
- Compositore Richard Lane
- Paroliere Thomas S. Jones
-
Difficoltà
- Edizione partitura per pianoforte e parte/i
- Casa Editrice Editions Marc Reift
- Numero d'ordine BIM-MCX72
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Descrizione:
Composta nel 1969 per Janet e Gilbert Norwood, "Elegy" per soprano, clarinetto (o oboe) e pianoforte è la trasposizione musicale di una poesia del poeta americano Thomas S. Jones Jr. (1882–1932). L’opera, della durata di circa tre minuti, testimonia il talento di Richard Lane per le melodie liriche e la sua sensibilità per le possibilità espressive sia del testo che del colore strumentale. Con l’indicazione di esecuzione «Lento espressivo», «Elegy» si sviluppa in un’atmosfera tranquilla e contemplativa. La voce recita la meditazione di Jones sulla solitudine, il ricordo e lo scorrere del tempo, mentre il clarinetto o l’oboe fungono da contrappunto espressivo e non si limitano a un semplice accompagnamento. Il pianoforte costituisce una base armonica delicatamente cangiante e combina note tenute con figure fluide che sostengono e illuminano il testo. I cambi di tempo e i sottili movimenti armonici conferiscono alla musica una naturale flessibilità e permettono al fraseggio di seguire i contorni della poesia. Nel prosieguo, Lane amplia gradualmente la gamma dinamica ed emotiva della musica, prima di tornare alla tranquilla atmosfera dell’inizio. Le ultime parole «Leave him forgotten» sono seguite da un breve epilogo strumentale che si spegne fino al ppp, conducendo l’opera verso una conclusione commovente e delicata. «Elegy» si inserisce in una tradizione espressiva ricorrente nell’opera di Lane. La composizione di elegie ha caratterizzato gran parte della sua carriera: a partire da Elegy (1961) per dodici violoncelli, seguita da Elegy (1968) per soprano, violino, violoncello e pianoforte; da «Elegy» (1969) per soprano, clarinetto (o oboe) e pianoforte; a «Elegy» (1989) per violino e pianoforte; e infine «Elegy for Jules» (2001) per orchestra d’archi. In questa cornice intima, il caratteristico lirismo di Lane, il suo linguaggio armonico ricco di sfumature e il suo approccio essenziale alla forma musicale si fondono in una miniatura profondamente espressiva per voce e strumenti.