John William Duarte
Concertante Quartet op. 22
per chitarra, violino, viola e violoncello
John William Duarte
Concertante Quartet op. 22
per chitarra, violino, viola e violoncello
- Formazione chitarra, violino, viola e violoncello
- Edizione partitura e parti
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Difficoltà
- Compositore John William Duarte
- Casa Editrice Doberman
- Numero d'ordine DOZDO1669
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
Descrizione:
All’inizio degli anni ’50 Duarte iniziò a comporre opere che prevedevano la chitarra e un altro strumento: flauto, voce o un’altra chitarra. L’arrivo di John Williams, al quale insegnò per 18 mesi prima che questi entrasse al Royal College of Music, offrì a Duarte l’opportunità di ampliare la sua produzione di musica da camera. Un articolo di Len Williams, padre di John, pubblicato su "The Classic Guitar Journal" (gennaio-aprile 1956) informava i lettori sulla rinascita del «concertante per chitarra», che poteva essere considerato un concerto da camera o un concerto grosso, con il trio d’archi che fungeva da ripieno. Egli riferiva inoltre che «Duarte è già al lavoro» su quella che sarebbe diventata il Quartetto Concertante op. 22. Una fotografia, nel numero di gennaio 1957 della stessa rivista, ritrae John Williams e tre compagni di studi strumentisti ad arco in occasione di «una recente riunione della Philharmonic Society of Guitarists», forse mentre eseguivano la prima assoluta, sebbene il Quartetto sia menzionato anche nel programma del dicembre 1956. Un programma dattiloscritto per l’incontro del febbraio 1957 include il Quartetto Concertante come ultimo brano, ma riporta anche i nomi degli esecutori: John Williams (chitarra), Gillian Radcliffe (violino), Mike Bowie (viola) e Dori Furth (violoncello). Duarte aveva discusso il progetto con Andrés Segovia il quale, «avendo in mente il Quintetto (Op. 143) del 1950 di Mario Castelnuovo-Tedesco, mi aveva esortato a utilizzare un trio d’archi, non un quartetto. Segovia riteneva che due violini, che "mi ronzavano nelle orecchie", fossero uno di troppo!»
A metà degli anni ’70 il proprietario della Columbia Music Co., Sophocles Papas, decise di voler pubblicare il Quartetto, al punto da far realizzare le lastre di stampa e dichiarare che «è un’opera magnifica» (lettera di Papas a Duarte, 24 settembre 1975). Presser, il distributore della Columbia, suggerì di attendere fino a quando il brano non fosse stato registrato da Carlos Barbosa-Lima. Alla fine, Papas restituì la partitura nell’aprile 1978, nonostante avesse speso quasi 600 dollari (USA) per le lastre.
Il Quartetto è un’opera di notevole spessore in quattro movimenti. Il primo movimento, in stile neobarocco, è in forma sonata con una lunga cadenza per chitarra. L’ascoltatore attento potrà cogliere un riferimento alla canzone popolare «Barbara Allen». Il secondo movimento è una siciliana incantevole e cadenzata; il tema iniziale è dapprima un assolo di chitarra, poi per violino con un descanto di chitarra nello stile delle divisioni rinascimentali. Una sezione centrale più appassionata prevede l’interazione tra tutte le parti prima che la siciliana ritorni, mescolata con elementi della sezione centrale. Il terzo movimento ha avuto una seconda vita, arrangiato come duetto per chitarra per il duo Presti/Lagoya nel 1964. L’arrangiamento era intitolato «Badinerie» (pubblicato da Doberman-Yppan DO 1309 come Op. 32a) e questa musica giocosa, ricca di linee melodiche intrecciate e di verve ritmica, ci fa pensare alle origini barocche. Il figlio maggiore di Duarte nacque nel 1951 e l’inizio del quarto movimento include un evidente riferimento alla melodia della filastrocca «Hot cross buns». Il tema dorico iniziale riprende una variante del tema del primo movimento. Il secondo tema, che appare inizialmente nel violino, deriva dal primo e riappare in varie forme. La musica attraversa poi diversi rapidi spostamenti armonici, spesso separati da tritoni. La melodia iniziale ricompare infine e una breve coda veloce conduce a una conclusione maestosa.
A metà degli anni ’70 il proprietario della Columbia Music Co., Sophocles Papas, decise di voler pubblicare il Quartetto, al punto da far realizzare le lastre di stampa e dichiarare che «è un’opera magnifica» (lettera di Papas a Duarte, 24 settembre 1975). Presser, il distributore della Columbia, suggerì di attendere fino a quando il brano non fosse stato registrato da Carlos Barbosa-Lima. Alla fine, Papas restituì la partitura nell’aprile 1978, nonostante avesse speso quasi 600 dollari (USA) per le lastre.
Il Quartetto è un’opera di notevole spessore in quattro movimenti. Il primo movimento, in stile neobarocco, è in forma sonata con una lunga cadenza per chitarra. L’ascoltatore attento potrà cogliere un riferimento alla canzone popolare «Barbara Allen». Il secondo movimento è una siciliana incantevole e cadenzata; il tema iniziale è dapprima un assolo di chitarra, poi per violino con un descanto di chitarra nello stile delle divisioni rinascimentali. Una sezione centrale più appassionata prevede l’interazione tra tutte le parti prima che la siciliana ritorni, mescolata con elementi della sezione centrale. Il terzo movimento ha avuto una seconda vita, arrangiato come duetto per chitarra per il duo Presti/Lagoya nel 1964. L’arrangiamento era intitolato «Badinerie» (pubblicato da Doberman-Yppan DO 1309 come Op. 32a) e questa musica giocosa, ricca di linee melodiche intrecciate e di verve ritmica, ci fa pensare alle origini barocche. Il figlio maggiore di Duarte nacque nel 1951 e l’inizio del quarto movimento include un evidente riferimento alla melodia della filastrocca «Hot cross buns». Il tema dorico iniziale riprende una variante del tema del primo movimento. Il secondo tema, che appare inizialmente nel violino, deriva dal primo e riappare in varie forme. La musica attraversa poi diversi rapidi spostamenti armonici, spesso separati da tritoni. La melodia iniziale ricompare infine e una breve coda veloce conduce a una conclusione maestosa.
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I. Deciso
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II. Con tenerezza
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III. Giocoso
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IV. Con brio
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