Eduardo Arolas
La Cachila
Tango
Eduardo Arolas
La Cachila
Tango
- Formazione 5 fiati
- Compositore Eduardo Arolas
- Editore James Mason
-
Difficoltà
- Edizione spartiti
- Casa Editrice Wonderful Winds
- Numero d'ordine CLSW-PXA002
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Eduardo Arolas (1892 - 1924), uno dei principali pionieri del tango argentino, aveva sicuramente composto il tango originale *La Cachila* già nel 1921, forse anche prima. La danza si prestò magnificamente a continui adattamenti nella prima metà del XX secolo da parte di molte delle principali orchestre di tango. Il titolo "La Cachila" ("Il pipit") ha lasciato perplessi gli appassionati di tango. La musica non ha affatto un’atmosfera aviaria, ma esiste un uccello argentino chiamato "La Cachirla" che ha l’abitudine di trascinare una zampa; musicalmente, questo "trascinare" viene plausibilmente evocato. Arolas era anche molto orgoglioso di possedere un’auto, e nello spagnolo uruguaiano «cachila» significa «carruccia» o «vecchia carretta». Ci sono validi motivi musicali a sostegno di questa interpretazione, ma poiché gran parte della vita di Arolas non è stata ben documentata, non sapremo mai con certezza in che modo il titolo e la musica si corrispondano.
Questo arrangiamento per quintetto di fiati attinge a molte delle diverse registrazioni di «La Cachila» realizzate nell’epoca d’oro del tango e impiega vari effetti tipici del genere, in particolare la «yumba» (pronunciata «dshoomba»). Questa tecnica, sviluppata dal leader dell’orquestra típica Osvaldo Pugliese, conferisce grande forza alle sezioni del "ritornello" nella struttura del tango. «Yumba» è un termine onomatopeico. L’accento forte su «Yum-» indica il ruggito di diversi bandoneon (fisarmoniche argentine) che aprono rapidamente i loro mantici a pieno volume su un battito forte. Il «-ba» riflette la chiusura dei mantici altrettanto rapida sul contrattempo, inevitabilmente con un suono residuo. Si tratta di un effetto fisico (non necessariamente pulito e ordinato) che qui viene emulato da note sforzate combinate con note di abbellimento e cambiamenti dinamici estremi nell’accompagnamento. Pugliese ha persino composto e registrato un tango dal titolo *La Yumba*, un’ottima fonte di riferimento per apprezzare appieno questo effetto sorprendente e insolito. In altri punti del brano le note di abbellimento riflettono gli effetti di glissando più sottili (noti come «arrastres») del bandoneon e degli strumenti a corda. Si tratta di un arrangiamento potente e autentico, ricco di colore e contrasti.
Questo arrangiamento per quintetto di fiati attinge a molte delle diverse registrazioni di «La Cachila» realizzate nell’epoca d’oro del tango e impiega vari effetti tipici del genere, in particolare la «yumba» (pronunciata «dshoomba»). Questa tecnica, sviluppata dal leader dell’orquestra típica Osvaldo Pugliese, conferisce grande forza alle sezioni del "ritornello" nella struttura del tango. «Yumba» è un termine onomatopeico. L’accento forte su «Yum-» indica il ruggito di diversi bandoneon (fisarmoniche argentine) che aprono rapidamente i loro mantici a pieno volume su un battito forte. Il «-ba» riflette la chiusura dei mantici altrettanto rapida sul contrattempo, inevitabilmente con un suono residuo. Si tratta di un effetto fisico (non necessariamente pulito e ordinato) che qui viene emulato da note sforzate combinate con note di abbellimento e cambiamenti dinamici estremi nell’accompagnamento. Pugliese ha persino composto e registrato un tango dal titolo *La Yumba*, un’ottima fonte di riferimento per apprezzare appieno questo effetto sorprendente e insolito. In altri punti del brano le note di abbellimento riflettono gli effetti di glissando più sottili (noti come «arrastres») del bandoneon e degli strumenti a corda. Si tratta di un arrangiamento potente e autentico, ricco di colore e contrasti.