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Carl Maria von Weber
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Descrizione:

  • Pagine: 64
  • Pubblicazione: 01.05.2026
  • Durata: 6:00
  • Genere: Musica funebre
  • ISMN: 9790570819102
Prefazione:
Trauer-Musik (Musica da lutto)
(J. 116)
per l'attore Max Heigel

Questa opera inedita di Carl Maria Von Weber fu completata nel 1811: un anno cruciale nella carriera di Weber. Incontrò e lavorò con il clarinettista di corte di Monaco Heinrich Baermann e per lui compose il Concertino in mi maggiore e i due concerti (J. 114 e J. 118).
N. B. Quest'opera non va confusa con la Trauermusik di Richard Wagner, che utilizza temi di Weber tratti dall'opera "Euryanthe".
Scoring

Baritono Solista
Coro a quattro parti (SATB)

Flauto
2 Clarinetti in Sib
2 Fagotti
2 Corni in Fa
2 Trombe in Sib
Trombone Basso
Timpani

Libretto (in inglese):

Non senti forse il suono sordo del lamento della tua tomba?
Il tuo spirito aleggia leggero sui raggi della sera nella tranquilla Graber Thal,
e guarda la nostra festa qui, e guarda la nostra festa qui!
Potenziato dal pesante colpo del destino alzati, mio cuore sofferente e lamenta su questo sarcofago il potente, giusto dolore.
L'amico, i cui giochi e la cui vita ci incantavano, che la morte ha portato via da noi; i cuori degli amici battono così paurosamente e pesantemente, i Trevenach si lamentano, i fedeli oh si lamentano; Egli non è più! Non c'è più!
O vedi i miti raggi delle stelle e solleva i cuori dei credenti da questa vita gay, ovunque viva, ovunque viva, nell'ampio spazio, nell'ampio spazio, lo spirito dell'amico.
Sta bene, sta bene, sì sta bene, sta bene ovunque viva, sta bene, ovunque legga, sta bene!
Silenziosamente vaghiamo come un fantasma verso la tua tomba silenziosa. Vaghiamo sotto lo sguardo delle stelle e ti portiamo l'ira funesta fatta di rosmarino e sempreverde.
Ben che tu sia, o amico, in quella beffa in cui un tempo ci siamo visti! O bene, bene stai, o amico. Dove un tempo ci siamo visti! Ben venga, ben venga, o amico.

Libretto (in tedesco):

Hörst du der Klage dumpfen Schall in deinem Grabe auch nicht mehr?
Viel leicht um schwebt im Abendstrahl dein Geist dies stille Gräberthal,
Und blickt auf unsre Feier her, und blickt auf unsre Feier her, auf unsre Feier her!
Gebegt von des geschickes schwerem Schlage erhebe dich, mein leidend Herz und klage an diesem Sarkophage den machtigen, gerechten Schmerz.
Den Freund, des Spiel und Leben uns gleich entzuckt, ihn hat aus unsrer mitte der Tod entruckt; der Freundeherzen schlagen so bang und schwer, die Trevenach sie klagen, die Treuen, ach, Sie klagen; Er ist nicht mehr! Er ist nicht mehr!
O seht der Sterne milden Strahl, und hebt die herzen glaubensvoll aus dieses Lebens schwülem Thal, wo er auch lebt, wo er auch lebt, im weiten All, im weiten All, der Geist des Freundes.
Ihm ist wohl, ihm ist wohl, Ja ihmist ihm ist wohl, ihm ist wohl, we er auch lebt, ihm ist wohl, wo er auch lest, im ist wohl!
Leis' wandeln wirwie Geisterhauch zu deinem stillen Grabe hin. Wir wandeln hin bei: sternenglanz und bringen dir den Todtenkranz von Rosmarin und Immergrün.
Wohl dir, O Freund, In Jenen Höhn, Wo wie der einst uns sehn! Wohl dir! Whol dir, o Freund. Wo wie der einst uns sehn! Wohl dir! Wohl dir, O Freund.