Joanna Forbes L'Estrange
How Can I Keep from Singing
per SATB e tastiera
NUOVO
Joanna Forbes L'Estrange
How Can I Keep from Singing
per SATB e tastiera
- Formazione coro misto (SATB) e tastiera
- Compositore Joanna Forbes L'Estrange
- Edizione partitura per pianoforte
- Casa Editrice GIA Publications
- Numero d'ordine GIA11666
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Ho sempre provato un’affinità con questo testo perché descrive alla perfezione il motivo per cui amo, e in effetti ho sempre amato, cantare. Da bambina cantavo senza sosta e probabilmente facevo impazzire tutti, ma mi faceva stare meglio. Ogni giorno ringrazio il cielo di poter cantare per lavoro, ma provo ancora un enorme piacere nel cantare per il puro gusto di farlo. Fortunatamente, sembra che io abbia trasmesso questa passione ai miei figli.
L’origine di queste parole non è nota con certezza e, sebbene apparentemente contengano un messaggio cristiano, possono anche essere interpretate come una testimonianza del potere del canto. Qualunque sia il tumulto e la lotta che si sta affrontando, per quanto forte sia il ruggito della tempesta o buie le notti d’inverno, il canto è sempre stato una fonte di grande conforto e un modo potente per unire le persone, nei momenti buoni e in quelli cattivi.
Esorto i cori che eseguono questo brano a pronunciare le parole nel modo più naturale possibile, vale a dire senza un tono troppo "ecclesiale". Non c’è bisogno di arrotolare la "r" qui! Per quanto riguarda le battute 13 e 30, incoraggiate il vostro coro a sorridere tutti insieme, poiché ciò produrrà esattamente il suono giusto. Se riescono a continuare a cantare con un sorriso interiore anche per tutta la terza strofa, tanto meglio. È straordinario quanto questo faccia la differenza.
La mia composizione è stata commissionata da un coro parrocchiale della Virginia, negli Stati Uniti, in memoria di una persona di nome Margery Bowes Dakin, il cui motto era «cantiamo un po’!». Non ho mai conosciuto Margery, ma sono certo che saremmo andati d’accordo alla grande, poiché anche questo è il mio motto.
L’origine di queste parole non è nota con certezza e, sebbene apparentemente contengano un messaggio cristiano, possono anche essere interpretate come una testimonianza del potere del canto. Qualunque sia il tumulto e la lotta che si sta affrontando, per quanto forte sia il ruggito della tempesta o buie le notti d’inverno, il canto è sempre stato una fonte di grande conforto e un modo potente per unire le persone, nei momenti buoni e in quelli cattivi.
Esorto i cori che eseguono questo brano a pronunciare le parole nel modo più naturale possibile, vale a dire senza un tono troppo "ecclesiale". Non c’è bisogno di arrotolare la "r" qui! Per quanto riguarda le battute 13 e 30, incoraggiate il vostro coro a sorridere tutti insieme, poiché ciò produrrà esattamente il suono giusto. Se riescono a continuare a cantare con un sorriso interiore anche per tutta la terza strofa, tanto meglio. È straordinario quanto questo faccia la differenza.
La mia composizione è stata commissionata da un coro parrocchiale della Virginia, negli Stati Uniti, in memoria di una persona di nome Margery Bowes Dakin, il cui motto era «cantiamo un po’!». Non ho mai conosciuto Margery, ma sono certo che saremmo andati d’accordo alla grande, poiché anche questo è il mio motto.