Helmut Lachenmann
Consolation II (1968)
Wessobrunner Gebet
Helmut Lachenmann
Consolation II (1968)
Wessobrunner Gebet
- Formazione coro misto (16 parti)
- Compositore Helmut Lachenmann
- Edizione partitura corale
- Casa Editrice Breitkopf & Härtel KG
- Numero d'ordine CHB5399
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Consolation II per 16 voci è una parte, o meglio uno strato, di un ciclo per coro e percussioni originariamente previsto in quattro parti. Ciascuno dei testi in esso riuniti rappresenta, da una prospettiva diversa, una realizzazione che cerca di aiutarci a superare i nostri limiti esistenziali. Il testo di fondo - una versione in Nuovo Alto Tedesco della "Preghiera di Wessobrunn" - recita:
Il mio mortale stupore era massimo
Che la terra non era, né il cielo sopra
Né albero, né montagna alcuna non era prudente
Né il sole, né la luce era
Né la luna risplendeva, né il mare possente
Che in nessun luogo c'era nulla in estremità e giri
C'era l'unico Dio onnipotente.
Nella Consolazione II il testo non è più comprensibile. Tale "incomprensibilità" mi sembra legittima e difficilmente evitabile laddove la musica e la forma musicale hanno scambiato le loro vecchie leggi linguistico-analogiche con altre, cioè con leggi che si oppongono all'accoppiamento superficiale con un corso semanticamente orientato e grammaticalmente diretto del linguaggio. "Comporre" un testo, al di là della sua messa in musica, significa intervenire nell'ordine da esso stabilito e reagire ad esso. Consolation II - come Consolation I in passato - si basa su un trattamento del testo in cui, grazie alla caratteristica economia del materiale fonetico, il significato semantico è ancora segnalato "da lontano", per così dire, nonostante il completo isolamento, l'alienazione e la riorganizzazione delle particelle del testo. Rendendo gli elementi fonetici all'interno delle strutture così formate non solo un mezzo, ma essi stessi un oggetto di espressione musicale, il testo e l'opera stessa si presentano come parte della materia della cui temporalità stiamo parlando: un'opera spirituale? Forse, ma non stiamo parlando di colpa e redenzione, bensì dell'esperienza che sta alla base di ogni pensiero: lo stupore mortale
(Helmut Lachenmann, 1969)
CD:Schola Cantorum Stuttgart, cond. Clytus GottwaldCD Cadenza 800 893Schola Heidelberg, cond. Walter NußbaumCD KAIROS 0012202KAI
Bibliografia:
Hermanutz, Tobias: Avantgardistische Chormusik als komponierte Negative Theologie. György Ligeti: Lux aeterna - Dieter Schnebel: AMN - Helmut Lachenmann: Consolation II - Heinz Holliger:Psalm, Diss. Karlsruhe 2014, Marburg: tectum 2015.Lück, Hartmut: Filosofia e letteratura nell'opera di Helmut Lachenmann, in: Der Atem des Wanderers. Der Komponist Helmut Lachenmann, ed. by Hans-Klaus Jungheinrich, Mainz: Schott 2006, pp. 41-55.
Prima assoluta: Basilea, 15 giugno 1969 dedicata a Clytus Gottwald e alla Schola Cantorium di Stoccarda.
Il mio mortale stupore era massimo
Che la terra non era, né il cielo sopra
Né albero, né montagna alcuna non era prudente
Né il sole, né la luce era
Né la luna risplendeva, né il mare possente
Che in nessun luogo c'era nulla in estremità e giri
C'era l'unico Dio onnipotente.
Nella Consolazione II il testo non è più comprensibile. Tale "incomprensibilità" mi sembra legittima e difficilmente evitabile laddove la musica e la forma musicale hanno scambiato le loro vecchie leggi linguistico-analogiche con altre, cioè con leggi che si oppongono all'accoppiamento superficiale con un corso semanticamente orientato e grammaticalmente diretto del linguaggio. "Comporre" un testo, al di là della sua messa in musica, significa intervenire nell'ordine da esso stabilito e reagire ad esso. Consolation II - come Consolation I in passato - si basa su un trattamento del testo in cui, grazie alla caratteristica economia del materiale fonetico, il significato semantico è ancora segnalato "da lontano", per così dire, nonostante il completo isolamento, l'alienazione e la riorganizzazione delle particelle del testo. Rendendo gli elementi fonetici all'interno delle strutture così formate non solo un mezzo, ma essi stessi un oggetto di espressione musicale, il testo e l'opera stessa si presentano come parte della materia della cui temporalità stiamo parlando: un'opera spirituale? Forse, ma non stiamo parlando di colpa e redenzione, bensì dell'esperienza che sta alla base di ogni pensiero: lo stupore mortale
(Helmut Lachenmann, 1969)
CD:Schola Cantorum Stuttgart, cond. Clytus GottwaldCD Cadenza 800 893Schola Heidelberg, cond. Walter NußbaumCD KAIROS 0012202KAI
Bibliografia:
Hermanutz, Tobias: Avantgardistische Chormusik als komponierte Negative Theologie. György Ligeti: Lux aeterna - Dieter Schnebel: AMN - Helmut Lachenmann: Consolation II - Heinz Holliger:Psalm, Diss. Karlsruhe 2014, Marburg: tectum 2015.Lück, Hartmut: Filosofia e letteratura nell'opera di Helmut Lachenmann, in: Der Atem des Wanderers. Der Komponist Helmut Lachenmann, ed. by Hans-Klaus Jungheinrich, Mainz: Schott 2006, pp. 41-55.
Prima assoluta: Basilea, 15 giugno 1969 dedicata a Clytus Gottwald e alla Schola Cantorium di Stoccarda.