Ego infelix peccator et Apostole Christi Jacobe
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Cristobal de Morales
Ego infelix peccator et Apostole Christi Jacobe
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Cristobal de Morales
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Descrizione:

  • Pagine: 12
  • Pubblicazione: 01.04.2016
  • Durata: 5:00
  • Dimensioni: 210 x 297 mm
  • Peso: 65 g
  • Genere: Musica classica, Musica classica (Rinascimento), Mottetti
  • ISMN: 9790231808094
Ego infelix
Il mottetto Ego infelix è un'opera quasi sconosciuta di Cristóbal de Morales. Ne esistono due versioni piuttosto contrastanti: il manoscritto 5 di Valladolid1 e il manoscritto MM40 della Biblioteca di Porto (Portogallo). La prima, per le caratteristiche della scrittura - in particolare l'uso di brevi note ripetute sullo stesso tono al posto di note tenute a lungo, o l'assenza di testo - sembra essere stata copiata per un ensemble strumentale, mentre la seconda è chiaramente destinata a un'esecuzione vocale.
Il testo su cui si basa il mottetto, molto raro nelle fonti iberiche, rientra in una retorica meditazione contemplativa, vicina alla tradizione del Miserere, con tutta la necessaria moderazione. Musicalmente, l'uso sapiente di temi federativi (il mezzo tono o la ripetizione di note su parole chiave), la presenza di passaggi dissonanti e i cambiamenti nel materiale armonico (contrappunto-omofonia) sono altrettanti elementi che conferiscono a questo mottetto grande espressività.
Apostole Christi Jacobe
Attribuito a Morales nel manoscritto 5 di Valladolid, il mottetto Apostole Christi Jacobe rimane a tutt'oggi l'unica versione conosciuta dell'opera; un mottetto con lo stesso titolo del manoscritto MM40 di Porto (Portogallo) non trova riscontro. Il testo è una glossa, probabilmente una sequenza di liturgia locale dedicata al santo patrono degli "spagnoli", come ce n'erano in tutto il territorio.
Il ritmo onnipresente del Peon 4 (˘˘˘-) sulla stessa nota alla maniera di una chiamata alle armi, corrisponde al materiale bellicoso degno di San Giacomo, sia santo che soldato. Con un ritmo armonico lento e un sentimento armonico molto forte e quasi senza dissonanze, il compositore riesce a trasmettere una sensazione di forza, rafforzata dall'ethos tipico del primo modo solenne. L'uso di suoni pieni e di un ensemble di voci basse rafforza questo senso. Tuttavia, il compositore riesce a creare contrasti grazie al dinamismo derivante dall'uso di mezzi come la suddivisione degli ensemble vocali, l'alternanza di omofonia e contrappunto o la presenza di ritmi incrociati (ternario nel binario). Prevale un sentimento di forza, coraggio e audacia, qualità a lungo associate alla figura di San Giacomo, apparso miracolosamente davanti alle truppe cristiane per dar loro il coraggio di sconfiggere gli arabi durante la Reconquista.

(traduzione di Philippe Do)