Cent'Anni
per mandolino e chitarra
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Raoul Lay
Cent'Anni
per mandolino e chitarra
NUOVO

Raoul Lay
Cent'Anni

per mandolino e chitarra

  • Formazione mandolino e chitarra
  • Compositore Raoul Lay
  • Difficoltà
    (difficile)
  • Edizione partitura per pianoforte e parte/i
  • Casa Editrice Les Productions d'Oz
  • Numero d'ordine DOZ4612
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Descrizione:

  • Pagine: 56
  • Pubblicazione: 01.07.2026
  • Durata: 18:00
  • Peso: 252 g
  • Genere: Musica classica, Musica classica moderna
  • ISBN: 9782898525292
Cent’anni affonda le sue radici nel film di Francis Ford Coppola del 1972, "Il Padrino", che racconta l’odissea di una famiglia italo-americana negli Stati Uniti. Pur parlando poco l’italiano, il regista trasformò l’espressione «Cento qui questi giorni» («Che tu possa avere cento giorni felici come questo»), tradizionalmente scambiata in Italia in occasione dei compleanni, in «Cent’anni». Inaspettatamente, fu proprio questa seconda frase a prendere piede tra la diaspora italo-americana, sia nel cinema che all’interno della criminalità organizzata.

Essendo cresciuto io stesso all’interno della comunità italiana in Francia, immerso fin dall’infanzia in un ambiente artistico ma in qualche modo criminale — zii e cugini non dissimili da quelli ritratti ne "Il Padrino" — ho voluto, a modo mio, rivisitare questo curioso spazio tra radici, immaginazione, tragedia e famiglia.

1. Cent’anni

Il primo movimento è concepito come tema e variazioni. Sovrappone tre linee melodiche che ruotano attorno a un’ambiguità tra maggiore e minore, evocando i melismi orientali sepolti nel profondo di ogni lamento mediterraneo. Dopo la presentazione del tema nelle sue tre incarnazioni, le variazioni conducono il mandolino in un’insolita dimostrazione di virtuosismo, che culmina nell’accelerando finale.

2. Lacrimae

Un dispiegarsi molto lento di due temi che si avvolgono su se stessi, Lacrimae evoca l’idea di una caduta abissale che non ha mai fine. Interamente cromatico, estendendo i confini del lamento fino ai limiti estremi delle sue possibilità, conferisce al mandolino la potenza di un violino e la grazia di una voce lirica.

3. Ritmico

Dall’impronta jazzistica e strutturato in scene alternate, proprio come un film d’azione, Ritmico spinge il mandolino e gli ospiti che lo accompagnano alla velocità di Steve McQueen in Bullitt. Si tratta di un riferimento esplicito al committente dell’opera, lo straordinario Vincent Beer-Demander, e al suo legame con Lalo Schifrin.

L’opera completa dura circa 18 minuti.