Giorgio Mirto
Suite No. 1
per chitarra sola
Giorgio Mirto
Suite No. 1
per chitarra sola
- Formazione Chitarra classica
- Compositore Giorgio Mirto
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Difficoltà
- Edizione spartiti
- Casa Editrice Les Productions d'Oz
- Numero d'ordine DOZ4308
IVA inclusa,
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Descrizione:
A seguito di una recente esperienza nella giuria di un concorso chitarristico, ho notato con grande piacere che Giorgio Mirto, con cui avevo condiviso il ruolo di giurato, ha voluto celebrare l'esperienza del concorso - durante il quale abbiamo scoperto di avere una grande affinità di pensiero - con qualcosa che potesse durare nel tempo e non evaporare come spesso accade nei brevi e occasionali incontri tra musicisti. Lo ha fatto da vero compositore, quale è, e mi ha dedicato una Suite di ottima fattura alla quale mi sono permesso di collaborare almeno formalmente, suggerendo i titoli dei quattro movimenti. È nata così la Suite n.1, un brano che non rispetta rigorosamente le regole formali dell'epoca barocca, ma le reinterpreta e le riutilizza in una nuova chiave. L'evidente ispirazione tardo-barocca dell'opera mi ha spinto a trovare titoli che invitassero l'esecutore ad approfondire l'ispirazione estetica dell'opera. Così ho suggerito a Giorgio di intitolare i quattro movimenti con qualcosa che collegasse il loro contenuto a quattro grandi del XVIII secolo. Maestri tedeschi. Il preludio è così diventato "di Eisenach" per la sua atmosfera bachiana a tratti improvvisata, il secondo movimento, vagamente toccatistico, parla un linguaggio organistico alla maniera di Buxtehude (che visse a Lubecca), il movimento lento ha una qualità handeliana - e Handel nacque a Halle - e l'ultimo movimento, lungi dall'essere una vera e propria Ciaccona, ha senza dubbio il gusto di quest'ultima per la variazione e l'ostinato, tratti tipici di Telemann che visse a Magdeburgo. Le città che compaiono nei titoli sono quindi indelebili per gli autori citati. Inoltre, non si deve pensare che lo stile dell'opera sia in qualche modo "tedesco", dato che Giorgio Mirto si esprime con un linguaggio molto gioioso che sintetizza la modalità con il minimalismo, il tutto condito da una strizzatina d'occhio al rock progressivo dei Pink Floyd. o a un Mike Oldfield... Il risultato di questo miscuglio di idee, ispirazioni e stili è un'opera che personalmente non mi stanco mai di leggere e rileggere, per la freschezza che ne emana e per il clima espressivo che si innalza, nutrendosi di piena efficienza. Non possiamo infine ignorare che la nota B, quella che segna in modo minore alcune delle opere più espressive del repertorio chitarristico, dallo studio di Sor che ha fatto innamorare generazioni di studenti della chitarra, fino a quello dei Quattro pezzi di Frank Martin passando per La Catedral di Barrios, è il fulcro modale dell'intera Suite: è vero che il Preludio inizia con un chiaro accordo in mi minore e indugia su un finale aperto in la minore, ma sembra quasi che il mi iniziale serva da trampolino di lancio per una prosecuzione dell'opera in cui la dominante, cioè il si, è il vero nord musicale, la stella polare che ci guida negli altri tre movimenti fino alla conclusione della Ciaccona di Magdebourg. Auguro a Giorgio e alla "nostra" Suite grande longevità e un destino favorevole nel complesso e articolato mondo della composizione chitarristica contemporanea. E lo ringrazio ancora, lusingato dalla sua gentilissima dedica. FRANCESCO BIRAGHI