Ferdinando Carulli
Grand Recueil pour la Guitare op. 114 Vol. 2
per chitarra
Ferdinando Carulli
Grand Recueil pour la Guitare op. 114 Vol. 2
per chitarra
- Formazione Chitarra classica
- Compositore Ferdinando Carulli
- Editore Romolo Calandruccio
- Edizione spartiti
- Casa Editrice UT Orpheus Edizioni
- Numero d'ordine ORPH-CH387
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
L'op. 114 è certamente una delle opere didattiche più importanti di Carulli, tanto che lo stesso autore si premurò di scrivere nella seconda edizione del suo celebre Metodo op. 27 (1819): "L'allievo, quando passa alla seconda parte, deve continuare ad esercitarsi sui pezzi facili che si trovano nelle op. nn. 50, 15, 35, 36, 93, 7 e soprattutto nell'op. 114". Egli mantenne questa indicazione anche nelle edizioni successive del Metodo stesso, a differenza di quanto fece con altre raccolte di studi che non furono più consigliate.
Lo scopo dell'op. 114, in particolare dei preludi, è chiaramente spiegato dall'autore stesso nella prefazione dell'op. 265: "Ho già offerto alla gente i preludi delle mie op. nn. 71 e 114, ma essi servono per studiare e imparare a suonare ogni sorta di passaggi difficili, per esercitarsi a modulare, e imparare a improvvisare sulla chitarra". Carulli sembra voler fornire ai suoi studenti un ampio "prontuario" di formule tipiche della sua scrittura musicale e lo fa utilizzando le chiavi che, a suo parere, sono più congeniali alla chitarra. Nel suo Metodo sottolinea che: "Ogni strumento ha le sue chiavi preferite: la chitarra può essere suonata in tutte le chiavi, ma le migliori sono: La maggiore e minore, Re maggiore e minore, Mi maggiore e minore, Do, Sol, Fa. Le altre sono difficili; [...]". Tuttavia, alcune di quelle "difficili" sono incluse ma solo nella quarta parte. Naturalmente, la facilità di una tonalità dipende essenzialmente dalla possibilità di utilizzare ampiamente le corde aperte, soprattutto nelle note gravi, garantendo l'accompagnamento sui gradi principali.
Questa edizione presenta alcune caratteristiche uniche. Innanzitutto, è la prima edizione moderna completa dell'op. 114 di Carulli; presenta un importante apparato critico in cui viene presentata e analizzata la tecnica carulliana; infine, la diteggiatura originale di Carulli è indicata in partitura (compresa quella del pollice della mano sinistra) e quella mancante è stata ricavata dal confronto di altre sue diteggiature presenti in altre opere. Tutto ciò consente una lettura agevole e completa sia per chi esegue i brani seguendo la prassi esecutiva ottocentesca con uno strumento storico, sia per chi suona uno strumento moderno.
Lo scopo dell'op. 114, in particolare dei preludi, è chiaramente spiegato dall'autore stesso nella prefazione dell'op. 265: "Ho già offerto alla gente i preludi delle mie op. nn. 71 e 114, ma essi servono per studiare e imparare a suonare ogni sorta di passaggi difficili, per esercitarsi a modulare, e imparare a improvvisare sulla chitarra". Carulli sembra voler fornire ai suoi studenti un ampio "prontuario" di formule tipiche della sua scrittura musicale e lo fa utilizzando le chiavi che, a suo parere, sono più congeniali alla chitarra. Nel suo Metodo sottolinea che: "Ogni strumento ha le sue chiavi preferite: la chitarra può essere suonata in tutte le chiavi, ma le migliori sono: La maggiore e minore, Re maggiore e minore, Mi maggiore e minore, Do, Sol, Fa. Le altre sono difficili; [...]". Tuttavia, alcune di quelle "difficili" sono incluse ma solo nella quarta parte. Naturalmente, la facilità di una tonalità dipende essenzialmente dalla possibilità di utilizzare ampiamente le corde aperte, soprattutto nelle note gravi, garantendo l'accompagnamento sui gradi principali.
Questa edizione presenta alcune caratteristiche uniche. Innanzitutto, è la prima edizione moderna completa dell'op. 114 di Carulli; presenta un importante apparato critico in cui viene presentata e analizzata la tecnica carulliana; infine, la diteggiatura originale di Carulli è indicata in partitura (compresa quella del pollice della mano sinistra) e quella mancante è stata ricavata dal confronto di altre sue diteggiature presenti in altre opere. Tutto ciò consente una lettura agevole e completa sia per chi esegue i brani seguendo la prassi esecutiva ottocentesca con uno strumento storico, sia per chi suona uno strumento moderno.