Alessandro Spazzoli
8 Duetti
per 2 Chitarre
Alessandro Spazzoli
8 Duetti
per 2 Chitarre
- Formazione Duetto di chitarre
- Compositore Alessandro Spazzoli
- Edizione spartiti
- Casa Editrice UT Orpheus Edizioni
- Numero d'ordine ORPH-CH381
sarà spedito in 1-2 giorni lavorativi
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
Non disponibile in tutti i Paesi. Saperne di più
Descrizione:
Alessandro Spazzoli (compositore non chitarrista, ma che vanta una produzione chitarristica ormai anche quantitativamente notevole ed assai differenziata) presenta qui otto nuovi Duetti che certamente vanno ad arricchire in modo originale il repertorio del duetto didattico.
Dal punto di vista del linguaggio musicale usato, l’allievo viene qui messo di fronte ad esempi di musica modale, politonale, polimodale, esatonale ed atonale; questi brani costituiscono dunque anche una concreta possibilità offerta all’allievo di aprirsi a linguaggi diversi da quello tonale, utilizzato nella gran parte della produzione didattica utilizzata nei primi anni di studio. Per lo stesso motivo sono degne di nota le innovazioni ritmiche e metriche (rispetto alle situazioni incontrabili nella produzione didattica del primo Ottocento) presenti nei brani che costituiscono questa raccolta.
La grande inventiva e forza comunicativa di questi Duetti, unita ad una difficoltà strumentale adeguata, aiuta il giovane musicista ad incontrare i nuovi linguaggi in modo non traumatico e cogliendone da subito le possibilità espressive (un giovanissimo allievo alle prese con un brano cameristico di Spazzoli disse ad un compagno che occorreva suonare bene questa musica, perché “è stonata, ma in modo giusto”!).
Inoltre, grazie ai numerosi echi e rimandi presenti in ciascun duetto, questi brani possono anche costituire una prima introduzione al linguaggio di alcuni autori fondamentali del Novecento, da Sergej Prokof’ev (nn. 1, 5 e 7), Igor’ Stravinskij (nn. 2 e 5) e Dmitrij Šostakovič (n. 6) a Maurice Ravel (n. 8), Béla Bartók (nn. 1, 4 e 5), Francis Poulenc (n. 3), Aram Chačaturjan (n. 6) e György Ligeti (n. 4).
Dal punto di vista del linguaggio musicale usato, l’allievo viene qui messo di fronte ad esempi di musica modale, politonale, polimodale, esatonale ed atonale; questi brani costituiscono dunque anche una concreta possibilità offerta all’allievo di aprirsi a linguaggi diversi da quello tonale, utilizzato nella gran parte della produzione didattica utilizzata nei primi anni di studio. Per lo stesso motivo sono degne di nota le innovazioni ritmiche e metriche (rispetto alle situazioni incontrabili nella produzione didattica del primo Ottocento) presenti nei brani che costituiscono questa raccolta.
La grande inventiva e forza comunicativa di questi Duetti, unita ad una difficoltà strumentale adeguata, aiuta il giovane musicista ad incontrare i nuovi linguaggi in modo non traumatico e cogliendone da subito le possibilità espressive (un giovanissimo allievo alle prese con un brano cameristico di Spazzoli disse ad un compagno che occorreva suonare bene questa musica, perché “è stonata, ma in modo giusto”!).
Inoltre, grazie ai numerosi echi e rimandi presenti in ciascun duetto, questi brani possono anche costituire una prima introduzione al linguaggio di alcuni autori fondamentali del Novecento, da Sergej Prokof’ev (nn. 1, 5 e 7), Igor’ Stravinskij (nn. 2 e 5) e Dmitrij Šostakovič (n. 6) a Maurice Ravel (n. 8), Béla Bartók (nn. 1, 4 e 5), Francis Poulenc (n. 3), Aram Chačaturjan (n. 6) e György Ligeti (n. 4).