Johannes Maria Staud
Die Schöne Müllerin - These Fevered Days
Strumentazione del Ciclo di canzoni di Schubert con 7 nuove canzoni da Emily Dickinson
Johannes Maria Staud
Die Schöne Müllerin - These Fevered Days
Strumentazione del Ciclo di canzoni di Schubert con 7 nuove canzoni da Emily Dickinson
- Formazione canto e orchestra
- Compositore Johannes Maria Staud
- Edizione riduzione per pianoforte
- Casa Editrice Breitkopf & Härtel KG
- Numero d'ordine EB9512
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Descrizione:
Su suggerimento del grande interprete schubertiano Christoph Prégardien, ho orchestrato il grande ciclo di canzoni di Schubert "Die Schöne Müllerin" [La bella cameriera del mulino] (1823) per un ensemble di 19 elementi e l'ho abbinato a sette mie canzoni su poesie di Emily Dickinson (1830-1886). I due filoni si intrecciano e portano naturalmente a una nuova interpretazione di questo soggetto intramontabile e duraturo.
Ovviamente si potrebbe pensare immediatamente alla "interpretazione compositiva" di Hans Zender della "Winterreise" del 1993. Tuttavia, per quanto ammiri quel lavoro, il mio approccio è molto diverso.
Con la mia strumentazione dei 20 brani schubertiani del ciclo, porto le vibranti melodie e l'inventiva di Schubert nel presente, molto vicino al testo originale. Una storicità malintesa avrebbe poco senso in questo caso. Le mie canzoni, ovviamente composte in un linguaggio tonale completamente diverso, fungono da contrappunto intenzionale, da commento del qui e ora, e man mano che l'opera procede, si fondono con il ciclo di Schubert a un livello sovraordinato.
Nell'opera tarda di Emily Dickinson (scritta, tra l'altro, solo pochi decenni dopo quella di Wilhelm Müller, dall'altra parte dell'Atlantico, nel New England), ho trovato poesie magnifiche e laconiche che si adattano meravigliosamente al mondo di Die Schöne Müllerin. Esse lo completano, lo ampliano, lo contraddicono, mettono ironicamente in discussione la sua immagine romantica della natura - e così facendo assumono una prospettiva radicalmente femminile.
Dalla prospettiva della Müllerin, che in Schubert/Müller rimane solo uno schermo di proiezione per il desiderio maschile, getto così un nuovo sguardo sulle narrazioni delle canzoni di Schubert riflesse dalla natura: vagabondaggio - estraneità - desiderio - amore non corrisposto - suicidio.
(Johannes Maria Staud, 2024)
Ovviamente si potrebbe pensare immediatamente alla "interpretazione compositiva" di Hans Zender della "Winterreise" del 1993. Tuttavia, per quanto ammiri quel lavoro, il mio approccio è molto diverso.
Con la mia strumentazione dei 20 brani schubertiani del ciclo, porto le vibranti melodie e l'inventiva di Schubert nel presente, molto vicino al testo originale. Una storicità malintesa avrebbe poco senso in questo caso. Le mie canzoni, ovviamente composte in un linguaggio tonale completamente diverso, fungono da contrappunto intenzionale, da commento del qui e ora, e man mano che l'opera procede, si fondono con il ciclo di Schubert a un livello sovraordinato.
Nell'opera tarda di Emily Dickinson (scritta, tra l'altro, solo pochi decenni dopo quella di Wilhelm Müller, dall'altra parte dell'Atlantico, nel New England), ho trovato poesie magnifiche e laconiche che si adattano meravigliosamente al mondo di Die Schöne Müllerin. Esse lo completano, lo ampliano, lo contraddicono, mettono ironicamente in discussione la sua immagine romantica della natura - e così facendo assumono una prospettiva radicalmente femminile.
Dalla prospettiva della Müllerin, che in Schubert/Müller rimane solo uno schermo di proiezione per il desiderio maschile, getto così un nuovo sguardo sulle narrazioni delle canzoni di Schubert riflesse dalla natura: vagabondaggio - estraneità - desiderio - amore non corrisposto - suicidio.
(Johannes Maria Staud, 2024)