Guy Sacre
3 Poèmes de Supervielle
Guy Sacre
3 Poèmes de Supervielle
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Descrizione:
Per ognuno di noi, Supervielle può parlare senza sforzo "la sua dolce lingua madre". Questo non è necessariamente il criterio della poesia "alta", e Mallarmé ci direbbe l'esatto contrario. Ma è quello di una poesia quotidiana, pacifica e rassicurante, presente e fedele a tutte le fasi della nostra vita, capace di domare le nostre paure e i nostri dolori, di intensificare le nostre gioie e, nei suoi momenti migliori, di rivelare il segreto di una fantasia a misura d'uomo. Lo testimoniano i suoi bestiari rinnovati, la sua cosmologia ingenua, la sua botanica dell'anima e il suo umorismo privo di dispetti o secondi fini. Si può certamente associare a Supervielle la bella frase che Borges usò per descrivere Verlaine: "innocente come gli uccelli".
Per un musicista, Supervielle è, proprio come Verlaine, un tesoro inesauribile. Tutto, o quasi, canta spontaneamente, prodigiosamente, in queste poesie così fluide e mutevoli. L'arte del verso di Verlaine è certamente più considerevole (parlo del primo periodo di Verlaine, che si conclude con Sagesse), più sicura e anche più scaltra, abile nel giocare tutti i sotterfugi del metro e del ritmo. Non c'è l'ombra di un procedimento con Supervielle, per il quale "scrivere" non è soprattutto "comporre". In "comporre", è il prefisso a essere in difetto per ciò che suggerisce l'assemblaggio, la combinazione e il ricorso a vari strumenti, il cui uso si impara da Banville. Con Supervielle si sente più spesso la filastrocca che la poesia: è probabilmente questo che ha attirato la mia attenzione in questi testi, oltre ai temi dell'età, di un tempo impermeabile al dolore e dell'infanzia perduta per sempre.
Guy Sacre
(traduzione: John Tyler Tuttle)
Per un musicista, Supervielle è, proprio come Verlaine, un tesoro inesauribile. Tutto, o quasi, canta spontaneamente, prodigiosamente, in queste poesie così fluide e mutevoli. L'arte del verso di Verlaine è certamente più considerevole (parlo del primo periodo di Verlaine, che si conclude con Sagesse), più sicura e anche più scaltra, abile nel giocare tutti i sotterfugi del metro e del ritmo. Non c'è l'ombra di un procedimento con Supervielle, per il quale "scrivere" non è soprattutto "comporre". In "comporre", è il prefisso a essere in difetto per ciò che suggerisce l'assemblaggio, la combinazione e il ricorso a vari strumenti, il cui uso si impara da Banville. Con Supervielle si sente più spesso la filastrocca che la poesia: è probabilmente questo che ha attirato la mia attenzione in questi testi, oltre ai temi dell'età, di un tempo impermeabile al dolore e dell'infanzia perduta per sempre.
Guy Sacre
(traduzione: John Tyler Tuttle)