Guy Sacre
3 Poèmes de Pierre Reverdy
Guy Sacre
3 Poèmes de Pierre Reverdy
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Descrizione:
Mi sono avvicinata tardi a Reverdy - avevo già vent'anni - attraverso due versi de Les Ardoises du toit, che sfogliavo per caso a casa di un amico: 'L'ultimo campanile ancora in piedi / Suona la mezzanotte'. Non so a cosa si riferissero quelle parole, così semplici, così scarne, in me, in quale anfratto dell'ombra e della cenere, in un momento in cui Mallarmé e Saint-John Perse si contendevano la mia memoria - e i miei specchi. Ho cercato continuamente di mettere in musica questa poesia, "Son de cloche", con una marcia forzata. Non ho conservato questo tentativo giovanile - ne ricordo solo le debolezze e la tendenza melodrammatica. Si trattava di fraintendere il poeta che, per quanto violentemente commosso da esseri o eventi, detestava il pathos e i giochi di mano o di orecchio...
Le tre canzoni che presento qui, composte dieci anni dopo e tratte dalla stessa ammirevole raccolta, non hanno forse rotto con quei difetti, esacerbati da testi che parlano tutti di notte, solitudine e paura. Almeno si sforzano di realizzare a loro volta, in virtù delle note, "questa trasmutazione operata sulle cose in virtù delle parole", come Reverdy stesso descriveva la sua poesia.
(traduzione: John Tyler Tuttle)
Le tre canzoni che presento qui, composte dieci anni dopo e tratte dalla stessa ammirevole raccolta, non hanno forse rotto con quei difetti, esacerbati da testi che parlano tutti di notte, solitudine e paura. Almeno si sforzano di realizzare a loro volta, in virtù delle note, "questa trasmutazione operata sulle cose in virtù delle parole", come Reverdy stesso descriveva la sua poesia.
(traduzione: John Tyler Tuttle)