Jacob Karlzon, Rhani Krija
Mosaic
Jacob Karlzon, Rhani Krija
Mosaic
- Formazione Audio Media
- Artiste Jacob Karlzon Rhani Krija
- Edizione cd
- Casa Editrice Intuition
- Numero d'ordine INT34652
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Descrizione:
Jacob Karlzon & Rhani Krija - MOSAIC La musica di Jacob Karlzon e Rhani Krija è variegata nei colori e nelle forme, geometricamente stimolante ed esemplarmente figurativa proprio come un mosaico. I due musicisti, che hanno avuto percorsi musicali diversi, formano «Mosaic»: un duo di pianoforte e percussioni che, nel loro album di debutto, porta il potere dell'intuizione a nuovi livelli. Il primo incontro tra il pianista svedese Jacob Karlzon e il percussionista marocchino Rhani Krija è avvenuto durante una tournée con la band di Dominic Miller. Krija rimase affascinato dalla musicalità di Karlzon e dalla sua apertura nel creare spontaneamente perle melodiche e ritmiche di vitalissima espressività. Il pianista, dal canto suo, fu immediatamente colpito dall'abilità e dalla voglia del percussionista di comporre dal vivo sul palco e di entrare in dialogo musicale. Entrambi si sono sentiti immediatamente a proprio agio nel ricco linguaggio musicale dell'altro. In seguito, i due virtuosi non sono entrati subito in studio, ma si sono esibiti prima sul palco. Consapevoli di quanto la vitalità della loro musica insieme dipenda dallo slancio del momento, non hanno esitato a lungo. La classica jam session non era in primo piano. Piuttosto, la voglia di comporre in modo sperimentale è stata ben accolta nella situazione dal vivo. Krija ammette apertamente di non essere una persona molto paziente. Di conseguenza, subito dopo il concerto, sono entrati in uno studio di registrazione con le strutture gestibili di dieci brani concepiti spontaneamente. Nulla doveva ostacolare il dialogo diretto. Sia la profondità emotiva che la spazialità quasi palpabile su cui si basa l'album «Mosaic» sottolineano quanto fossero ispirate e spontanee le condizioni di registrazione. Le composizioni del duo Mosaic maturano dal momento come puzzle. I frammenti creati in tempo reale vengono inseriti in contesti armonici e ritmici più ampi. Ne derivano attriti e tensioni creative, che trovano la loro risoluzione nell'intreccio estremamente raffinato delle storie. La narrazione di Karlzon e Krija è unica anche per il continuo scambio di ruoli. L'uomo di origini nordafricane fa cantare occasionalmente in modo melodico i suoi numerosi strumenti a percussione, mentre lo scandinavo, sui 88 tasti del suo pianoforte a coda, imposta il ritmo per tutto il brano. Entrambi gli strumentisti sviluppano a vicenda le rispettive discipline principali in modo articolato e variegato. Il brano «Mosaic» è esemplare di questa forma di interazione. In esso si intrecciano miriadi di sottogruppi armonici e metrici, ai quali Krija e Karlzon aprono nuove dimensioni di comunicazione. Lo svedese afferma con entusiasmo che la varietà di idee del suo partner, influenzata dal Nord Africa, lo ha in una certa misura liberato dagli schemi di pensiero musicale di impronta occidentale. Krija, d'altra parte, vede nella comprensione che Karlzon ha degli accordi e delle melodie una conferma del suo fascino per Bach. Le coordinate musicali, storiche e geografiche tra sud e nord sono tangibili in brani contemplativi come A Walk In Ambivalencia. Tuttavia, i due musicisti le condensano nell'album Mosaic in modo tale che ne emerga qualcosa di nuovo, un continente a sé stante. Nel brano «Blank Page», le note della melodia vengono costantemente raggruppate ritmicamente in modi diversi. Tuttavia, qualsiasi somiglianza con «The Black Page» di Frank Zappa non è né intenzionale né strutturale. «Further Down That Road» sottolinea il rispetto condiviso dai due musicisti per le possibilità espressive offerte dal jazz e dai suoi sottogeneri attraverso un dialogo di note minori. Nel contesto del brano, Jacob osserva con ironia come sia il pianoforte che gli strumenti a percussione possano essere «armi di distruzione di massa». La consapevolezza condivisa di poter ottenere il privilegio di una libera comunicazione grazie all'apprezzamento della musica permette al duo di fondersi in un sistema aperto. Terzine, sedicesimi e, occasionalmente, metri dispari sparsi qua e là possono inizialmente creare un mosaico sonoro apparentemente eterogeneo. Tuttavia, le strutture dei dieci brani sono veri e propri veicoli per trovare costantemente un'unità espressiva. Questo conferisce a «Mosaic» un significato politico? Karlzon e Krija lo smentiscono. Chiunque riconosca un simile motivo nel loro continuo reciproco rispetto della dignità non ha fondamentalmente torto. Tuttavia, Krija, che ha girato tutti i continenti con Peter Gabriel, Sting e Herbie Hancock, e Karlzon, che ha suonato con innumerevoli grandi del jazz, vedono nella loro musica qualcosa di terapeutico. Il dialogo contribuisce a creare un legame spirituale ed emotivo, affermano. Il loro brano condiviso Mosaic incarna perfettamente questa idea.