Barbara Buchholz
Moonstruck
Barbara Buchholz
Moonstruck
- Formazione Audio Media
- Artiste Barbara Buchholz
- Edizione cd
- Casa Editrice Intuition
- Numero d'ordine INT34022
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Descrizione:
Barbara Buchholz è riuscita a realizzare un album unico, in cui a volte ci si dimentica persino di stare ascoltando un theremin. Dipinge l'immagine di un oceano di suoni in cui ci si può lasciar trasportare all'infinito. Si intravedono le sponde stilistiche, ma non le si raggiungerà mai. La corrente di questa musica segue leggi tutte sue, che non sono state riportate in nessun atlante musicale né in alcun libro illustrato di riferimento. Barbara Buchholz ha reso un servizio inestimabile al theremin con la semplicità senza pretese della sua estetica. Già questo basterebbe a rendere questo CD una pietra miliare, anche se non offrisse inoltre una musica così meravigliosa. Il theremin sta godendo di una crescente popolarità e Barbara Buchholz, residente a Berlino, è una delle massime virtuose al mondo di questo strumento: quel kit magico giunto da noi dalla Russia all'inizio del secolo scorso. È l'unico strumento che si suona senza toccarlo ed è il capostipite di tutti gli strumenti elettronici. È l'arma superpotente dal suono tremolante presente nelle colonne sonore di innumerevoli film horror. Nel suo album di debutto acclamato a livello internazionale, *Russia with Love*, Barbara Buchholz ha fatto il punto sulle potenzialità di questo strumento insolito. Nel suo nuovo CD, *Moonstruck*, lo colloca in un contesto completamente nuovo. Nel suo primo CD, Barbara Buchholz ha presentato il suo strumento; in questo nuovo lavoro, è il theremin a presentare Barbara Buchholz. Non si tratta più della storia e dell'attualità del theremin, ma piuttosto delle sue possibilità. Allieva di Lydia Kavina, pronipote dell'inventore del theremin, Lev Termen, Buchholz torna alle proprie radici. L'obiettivo è liberare il theremin dal suo carico eccessivo di associazioni esotiche, spogliarlo dai cliché nostalgici e considerarlo una componente organica tra gli strumenti moderni a disposizione. In *Moonstruck*, il theremin non è onnipresente in primo piano, ma svolge piuttosto una varietà di funzioni molto diverse. A volte viene impiegato come strumento solista; in altri casi aggiunge alcuni timbri; e in altri ancora fornisce una base sonora per un brano. Barbara Buchholz permette al suo strumento di raggiungere la normalità. Il suo theremin è «semplicemente» un theremin. Il linguaggio sonoro che ha scelto per questo passo storico è, non a caso, radicato nella musica norvegese. Si fonde quasi in un'unica entità con il trombettista Arve Henriksen. Il suo modo di suonare, privo di vibrato, sembra fondersi con il suono del trombettista senza alcuna soluzione di continuità. «Ciò che mi colpisce di Arve Henriksen», dice Barbara Buchholz, «è questo suono di tromba che non suona nemmeno come una tromba, ma ricorda invece un flauto shakuhachi. Si è dedicato a lungo al suono di quest'ultimo e ne ha trasferito le sfumature alla tromba, come modo per trovare uno sbocco alla sua voce interiore. Anch'io mi lascio ispirare da altri strumenti, come il corno o il flauto, e creo suoni piuttosto insoliti per il theremin. Ad esempio, l'entrata del theremin senza vibrato. Nei brani con Arve ho potuto sperimentare quanto la tromba e il theremin possano suonare simili e se possano addirittura esserci brani in cui si fondono». Un'altra importante fonte di ispirazione e una delle componenti del suono dell'album è stata Susanna & The Magical Orchestra, anch'essi provenienti dalla Norvegia. «Ho incontrato Susanna & The Magical Orchestra nel 2006 al Moers Festival. Sono rimasta molto colpita nel sentire come la band rendesse visibile il silenzio. Si godono il silenzio così pienamente che a volte si trattiene il respiro e si pensa che la musica si sia fermata. Riflettere sul silenzio è stata un'idea centrale che mi ha accompagnata durante l'intera produzione. Occuparmi del silenzio piuttosto che del suono». Ma la berlinese non suona solo con i norvegesi. Il Kammerflimmer Kollektief la affascina per il suo «contrasto tra rumore improvvisato, bellissime melodie e influenze elettroniche ambient. È una musica molto lirica, che si adatta perfettamente al theremin. Mi ricorda le figure di Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely. Quelle figure colorate e allegre e l'attrezzatura arrugginita, traballante e cigolante che spezza quella bellezza. Insieme producono l'opera d'arte perfetta. Sento questa frattura anche nel Kammerflimmer Kollektief. Mi ispira a ignorare le questioni di stile e a unire invece ciò che sembra non appartenere l'uno all'altro». Ulrike Haage è nota per i Rainbirds, per la band Stein che ha fondato con Phil Minton e FM Einheit, e per altri progetti e innumerevoli radiodrammi. Il brano «Evocation» è stato creato con lei; «parla proprio di come il sole del mattino faccia gradualmente filtrare i suoi raggi attraverso le nuvole e si affermi. Il suo ritmo enfatico è accompagnato da questo theremin estremamente delicato, fragile quanto i raggi che filtrano». Tra gli altri ospiti figuravano il tastierista norvegese Jan Bang, il sassofonista berlinese Tilmann Dehnhart, il bassista e programmatore Jan Krause e il compositore uruguaiano Alejandro Govea Zappino, che ha conosciuto tramite MySpace. Tutti loro non solo hanno lasciato la propria impronta sonora sul CD, ma hanno influenzato in modo determinante la forma della musica. Barbara Buchholz non si limita a creare un nuovo contesto sonoro per il suo strumento, ma realizza anche una sorta di rete collettiva non convenzionale in cui il theremin può essere continuamente ridefinito. Le espressioni musicali presenti nel disco spaziano dalla musica dai toni sacri alla musica ambient, fino alla musica elettronica. Nonostante tutte le differenze tra i singoli brani, un arco boreale li collega. La scelta dei suoi collaboratori è stata tutt'altro che arbitraria, né è stata dettata da un capriccio momentaneo. Secondo Barbara Buchholz, tutti i musicisti condividono una combinazione di suono astratto ed emotivo. Un altro legame tra i brani è la compostezza della protagonista. Mai prima d'ora il theremin se l'è cavata con una dose di pathos così ridotta come in questo CD.