Enders Room
Hotel Alba
Enders Room
Hotel Alba
- Formazione Audio Media
- Artiste Enders Room
- Edizione cd
- Casa Editrice Intuition
- Numero d'ordine TIN802
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Descrizione:
Weilheim è il posto giusto! Dimenticatevi del Krautrock e tenete d'occhio quella che potrebbe essere la scena musicale più all'avanguardia della Germania di oggi: Weilheim, una cittadina davvero noiosissima a sud di Monaco. Ma sicuramente avrete sentito parlare di gruppi come The Notwist, Lali Puna, Couch, Console e molti altri, che considerano tutti Weilheim la loro città natale. A questa cerchia di amici appartiene, come figura chiave, il sassofonista Johannes Enders. Ha suonato in diversi album dei The Notwist, fa parte dell'entusiasmante collettivo jazz ‘n dub Tied & Tickled Trio e dal 2002 porta avanti il proprio progetto, Enders Room. Tuition è lieta di annunciare l'uscita del terzo album degli Enders Room: Welcome to the Hotel Alba! Per rendere il vostro soggiorno in questo accogliente mondo sonoro il più piacevole possibile, vi invitiamo ad ascoltare con attenzione per i prossimi cinquantasei minuti e quarantanove secondi. Rilassatevi nel disinvolto «Luna Park» o nel pensiero pieno di speranza di «When Love Is New Daily». Festeggiate in «Tiki Land» o in un emozionante viaggio sull'«Alien Railroad» verso le visioni del futuro degli anni '80. Godetevi «Morph» (1 e 2), sentite la pelle d'oca con «El All» o ammirate «The Final Hippie». Procedete con calma e avvicinatevi lentamente, perché, come dice il vostro ospite Johannes Enders: «Le prime impressioni sono le più forti». Nell'Enders Room, «questo artista che supera i confini con sicurezza stilistica» fonde «l'estetica del DJ, la musica elettronica e frammenti improvvisati di tradizione» (Musikexpress); i suoi suoni originali e ispirati sono influenzati da Steve Reich, Stevie Wonder, i Radiohead e i Weather Report, nonché dalla sua esperienza di collaborazione con i Notwist, Billy Hart, Roy Hargrove, i Marsmobil e i fauna flash. Hotel Alba è il notevole terzo album, interamente nuovo, in questo stile di esecuzione «elettro-autentico», ancora «delicatamente d'avanguardia» (Die Zeit), «anticonformista e di qualità» (Stereoplay), eppure simile a «un gelato alla vaniglia con salsa calda di lamponi, anche se neanche lontanamente così dolce» (Die Welt). Insieme a dieci dei suoi partner musicali più intimi, tra cui Roberto di Gioia e Sebastian Studnitzky, il leader dimostra ancora una volta in questo album non solo di saper scrivere bellissime canzoni e suonare melodie e armonie fantastiche — avendo imparato a padroneggiare tutti i sassofoni e i flauti disponibili, il Fender Rhodes, il Philicorda e il pianoforte, oltre al clarinetto basso, alla chitarra e al computer — ma sa anche cantare. Ciò dimostra sia carattere che fascino, esercitando un incantesimo ancora più intimo ed estremo sugli ascoltatori di questa musica. Gli alti e bassi, la tensione e il rilassamento che questi dodici brani producono coprono un ampio arco e colpiscono nel segno. E questo, come sempre, è il modo giusto di fare le cose.