Hidden C
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Henning Sieverts
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Descrizione:

  • Pubblicazione: 18.10.2004
  • Durata: 59:03
  • Peso: 100 g
  • Genere: Jazz
  • EAN: 750447338029
Il fatto che la musica sia dura o morbida non è certamente un criterio con cui giudicarla o classificarla. Se nel rock suonare in modo energico è indice di qualità, allora nel jazz il termine «delicato» va preso con le pinze. Le eccezioni confermano la regola, soprattutto quando «delicato» non è sinonimo di insipido, ma, al contrario, di profondo, contemplativo, introspettivo e limpido. Era da molto tempo che non usciva un album così «soft», eppure così bello e insondabile, come «Hidden C» del bassista e violoncellista di Monaco Henning Sieverts. Vengono in mente i primi album di Jimmy Giuffre o quelli di Paul Desmond e Gerry Mulligan degli anni '60. Eppure la musica di Henning Sieverts è molto più complessa. I 16 brani si sciolgono nell'orecchio come miele senza lasciare un retrogusto appiccicoso. La formula di Sieverts a prima vista sembra seducentemente semplice. «Il filo conduttore di tutti i brani sono le bellissime melodie. Lavoro con colori tenui, lascio che ogni brano sviluppi il proprio carattere, pur creando un contesto significativo dall'inizio alla fine». Fin dalla prima nota, si ha la sensazione di essere trascinati attraverso una galleria di quadri impressionisti da una mano magica invisibile. Ma invece di fissare fotograficamente ogni singolo quadro, si crea una sensazione fondamentale che comprende tutti i quadri. «Hidden C» funziona come una suite nel senso classico del termine. Rigore e morbidezza si definiscono a vicenda e, andando oltre un sorprendente equilibrio interiore, danno vita a una sensazione mutevole, trascendentale e fluttuante che spesso fa dimenticare di essere passati da un brano all'altro. «I brani dovrebbero avere una logica interna senza sembrare logici. Può sembrare una contraddizione, ma la ragione non esclude la bellezza. La bellezza nasce soprattutto quando c'è una piccola incrinatura nella logica. Uno dei miei idoli musicali è Bach. La sua musica è bella e logica. Sto cercando di avvicinarmi a questo ideale.» Ciò che Sieverts intende per logica e rigore si percepisce al meglio nelle sei miniature che si snodano come un filo conduttore attraverso l'album «Hidden C». Esse variano la stessa sequenza dodecafonica sotto vari aspetti, ma nel loro rigore lasciano solo un po' di spazio alla divergenza improvvisativa. L'esecuzione di Sieverts rivela sia rigore che disciplina. Ma il compositore, che vive a Monaco, attribuisce scarso valore alle opere d'arte virtuosistiche. «Registrare un disco per contrabbasso o violoncello non fa proprio per me. Mi interessa molto di più la composizione. Sono le mie opere, e ho selezionato con cura i musicisti in grado di farle suonare bene. È sorprendente che questi musicisti non abbiano mai suonato insieme in questa formazione. Li conoscevo tutti da varie occasioni e sapevo che avrebbe funzionato, ma quando ci siamo riuniti per la prima volta e abbiamo suonato insieme, è stata una gioia immediata. Il suono morbido del sassofono di Matthias Nadolny mi affascina». Peter O'Mara è un musicista potente e al tempo stesso molto lirico, dotato di un'incredibile gamma di sfumature sia alla chitarra elettrica che a quella acustica. Anche Glauco Venier possiede un'ampia tavolozza di sfumature, da quelle energiche a quelle molto delicate. Peter e Glauco non sono solo brillanti solisti, ma anche accompagnatori magistrali. John Hollenbeck sa fare semplicemente di tutto alla batteria: groove potenti, swing leggerissimo e tocchi impressionistici di colore. Infine, ma non meno importante, sono particolarmente lieto di essere riuscito a coinvolgere la fantastica cantante Maria Pia de Vito, una delle poche cantanti jazz in grado di improvvisare davvero (soprattutto in «Le Chien Du Tambour»). Apprezzo in particolare l'interpretazione fluida ma toccante di «Little Seahorse». Alcune delle composizioni sono state scritte appositamente per questi musicisti. Sieverts, un sensibile pittore del suono, sa esattamente con quanta intensità deve suonare una nota per ottenere il colore desiderato. Conceda a ogni tono il tempo necessario per sbocciare, senza mai suonare troppe note, e in questo modo modella il proprio modo di suonare in modo straordinariamente efficace. Sia che suoni il violoncello o il contrabbasso, i suoi motivi giocosi aprono nuovi orizzonti. Il suo approccio quasi delicato agli strumenti trasmette all'ascoltatore una sensazione di leggerezza e libertà. «Sono originariamente un violoncellista e sono felice di poter disporre di entrambi i colori sonori. Con il violoncello posso suonare note più acute. Il violoncello è accordato a quinte e il contrabbasso a quarte. In questo modo, posso suonare cose diverse sui diversi strumenti. Penso che sia un grande vantaggio poter coprire uno spettro molto più ampio in questo modo. Ma non è che io scelga di suonare il contrabbasso o il violoncello in base al carattere del brano». Un buon esempio di ciò è il suo approccio al brano «Caffe Della Pace». Sieverts inizia «con una melodia acuta, romantica e prolungata, che valorizza meglio il carattere del violoncello. Poi passo alla funzione di basso, che il violoncello non è in grado di produrre». I musicisti che suonano in «Hidden C» provengono dagli Stati Uniti, dall'Australia, dall'Italia e dalla Germania. Ciononostante, parlano una sola lingua, trasformando «Hidden C» in un capolavoro fondamentale.
Parole chiave: Spartiti jazz