Drift
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Michael Blake
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Descrizione:

  • Pubblicazione: 06.11.2000
  • Durata: 58:18
  • Peso: 110 g
  • Genere: Jazz
  • EAN: 750447321328
Il brillante secondo album che fa seguito al successo strepitoso del debutto di Blake, "Kingdom Of Champa". Questa uscita soddisferà sicuramente tutte le aspettative che si possono nutrire nei confronti del successore di "Kingdom Of Champa", anche se Steven Bernstein, Marcus Rojas e Tony Scherr, membro degli Slow Poke, sono gli unici musicisti della formazione di "Champa" presenti in questa occasione: «Drift» è un meraviglioso pezzo musicale, ricco di atmosfera, umorismo arguto e abilità dimostrata con giocosità. Ne sono esempi calzanti il brano di ispirazione africana «Toque» [3], che si sviluppa lentamente fino a diventare un inseguimento da safari di prim'ordine, o l'ingegnoso brano «The Creep» [4], che oscilla tra il ritmo a scatti da comico, uno swing travolgente e una sorta di (calcolata) banalità da tea-dance, pur rimanendo sempre coerente — un brano fantastico, brulicante di inventiva e puro spirito. «Lady Red» [5], una sontuosa ode al lounge jazz, ti fa chiedere se i ragazzi facciano sul serio o se stiano elegantemente giocando su un grandioso cliché, mantenendo un'aria seria... solo per abbandonare di colpo quell'atteggiamento di classe un brano dopo, in "Teo Walks" [6], dove calpestano pesantemente il pavimento, in stile street beat. A proposito di Teo (Macero): l'uomo a cui è dedicato il brano appena citato (che ha prodotto, tra l'altro, i dischi più importanti di Miles Davis, la pietra miliare di Vernon Reid "Mistaken Identity" e "Kingdom Of Champa") questa volta non è stato coinvolto. È stato lo stesso Michael Blake a ricoprire il ruolo di produttore in "Drift", rivelando un altro dei suoi evidenti e numerosi talenti. Questo suo secondo album da solista è infatti un lavoro assolutamente eccellente. Una panoplia molto variegata di stili e atmosfere, eseguita in modo eccellente e estremamente piacevole da ascoltare. Senza dubbio la band si è divertita un mondo – cosa che si percepisce chiaramente in tutto l'album. Si può affermare senza esagerare che la breve ma impressionante discografia di Blake si arricchisce ora di un altro gioiello.
Parole chiave: Spartiti jazz