Michel Godard, Le Miroir Du Temps
A Serpent's Dream
Michel Godard, Le Miroir Du Temps
A Serpent's Dream
- Formazione Audio Media
- Artiste Michel Godard Le Miroir Du Temps
- Edizione cd
- Casa Editrice Intuition
- Numero d'ordine INT34402
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Descrizione:
Uno strumento incredibile! Il suo nome deriva dal latino serpens e significa serpente. E ne ha proprio l'aspetto: lungo, sinuoso e di un verde brillante, con una testa che sembra muoversi, sei fori per le dita, un bocchino in avorio e, nel caso dello strumento di Michel Godard, una cassa di risonanza. Le sue origini risalgono alla metà del Rinascimento. Secondo la tradizione, il serpente fu inventato dal canonico Guillaume ad Auxerre nel 1590. Nella mentalità del XVI secolo, il suono dello zink ricordava in modo particolare la voce umana. Godard, che dalla fine degli anni '80 si è guadagnato la reputazione di uno dei musicisti più importanti d'Europa nell'area di confine tra jazz, improvvisazione, folk e musica classica grazie a una serie di pubblicazioni eccezionali, da tempo include ripetutamente il serpente nei suoi concerti e nei suoi CD. Ora, per la prima volta, questo straordinario artista francese ha dedicato un intero album esclusivamente al «serpente» per metterne in risalto gli aspetti magici, misteriosi e, in definitiva, molto umani. Per il 54enne si è trattato di un lavoro fatto con grande passione. Con il serpente, egli si muove lungo un asse temporale che va dal passato al presente. Nel farlo, racconta storie che possono risplendere di colori diversi e cambiare direzione in qualsiasi momento. Lo strumento, infatti, assomiglia proprio a un grande serpente. I suoni si dispiegano in meravigliosi meandri, come sogni nello specchio del tempo. Michel Godard riunisce nel suo ensemble «Le miroir du temps» musicisti di fama che, proprio come lui, vogliono uscire dalle convenzioni consolidate. «Insieme riescono a sensibilizzare il pubblico sull'attualità della musica antica e, al contempo, a far risuonare nella musica contemporanea qualcosa della varietà sonora delle epoche passate», ha scritto Bert Noglik nelle note di copertina di A Serpent's Dream. Katharina Bäuml è oggi una delle principali oboiste barocche ed è specializzata anche nell'esecuzione della ciaramella medievale con il proprio ensemble Capella de la Torre, la cui qualità timbrica si fonde in modo affascinante con il serpente di Michel Godard. Anche il suonatore di tiorba Bruno Helstroffer vanta una vasta esperienza nella pratica esecutiva storica, ma sperimenta anche nuovi modi di suonare, che sviluppa in contesti diversi. Lucas Niggli, uno dei percussionisti europei più versatili sia nel jazz che nella musica improvvisata, sa creare contesti ritmicamente complessi e sensibili al suono. Michel Godard utilizza anche il basso elettrico: un'aggiunta armoniosa, perfettamente in linea con lo spirito di flessibilità dei musicisti rinascimentali e con le libertà che essi si prendevano. Per Bert Noglik, è «la gioia del fluire delle melodie intrise di bellezza e malinconia» a legare i membri dell'ensemble. Essi affrontano le tradizioni e le composizioni originali così come gli standard del jazz: variandoli, abbellendoli liberamente e improvvisando. Una melodia tramandata attraverso i secoli può essere inclusa al pari della composizione sentimentalmente toccante di Charlie Haden «Our Spanish Love Song», per la quale Michel Godard ha inoltre invitato la giovane trombettista jazz Airelle Besson a conferirle ulteriore brillantezza. Le registrazioni di «A Serpent's Dream» sono state effettuate durante il festival di Villefranche-de-Rouergue, dove l'ensemble si è esibito nella Chapelle des Pénitents noirs, costruita a metà del XVII secolo. La magia del luogo sembra riversarsi nella musica, come spesso accade nei concerti e nelle produzioni di Michel Godard. Per Miserere, Godard ha utilizzato un manoscritto storico conservato nella Cappella e suona il serpente originale, riccamente decorato e preservato nel corso dei secoli nella Chapelle des Pénitents noirs, in due brani (Old Black Snake Blues e Le sommeil). Le visioni non sono create solo per Bert Noglik, ma si trasformano man mano che si susseguono: gli allegri peccatori e i penitenti neri, i pensierosi tormentati e i ballerini esuberanti – guidati da Michel Godard con un serpente alle cui tentazioni sarebbe folle resistere.