Scene Abruzzesi
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Camille de Nardis
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Descrizione:

  • Pubblicazione: 31.05.2017
  • Durata: 14:00
  • Genere: Musica concertante
CAMILLO DE NARDIS (profilo biografico) Orsogna, 26 maggio 1857 - Napoli, 5 agosto 1951
Ha studiato al Conservatorio di Musica "S. Pietro a Majella" di Napoli con Giuseppe Correggio (armonia, composizione, fuga) e Nicola D'Arienzo (contrappunto, composizione, fuga). Pietro a Majella" di Napoli con Giuseppe Correggio (armonia) e Nicola D'Arienzo (contrappunto, composizione, fuga). Oltre ad essere un abile direttore d'orchestra e compositore, fu anche un educatore molto rinomato: fu professore di armonia al Conservatorio di Napoli; nel 1885, professore di attività corali al "Real Collegio Militare"; nel 1886, professore di armonia e contrappunto al "Reale albergo dei poveri" di Napoli; nel 1892, insegnò al conservatorio di Palermo. Nel 1907 tornò al Conservatorio napoletano dove, per oltre vent'anni, insegnò composizione svolgendo anche la funzione di vice-direttore dell'istituzione. Trasferì la sua lunga esperienza didattica (si ritiene che sia stato insegnante anche di Umberto Giordano e Franco Alfano) nel suo Corso di teoria musicale e pratica dell'armonia.
Le sue composizioni, soprattutto le opere cameristiche e sinfoniche, furono spesso ispirate alla musica popolare della sua terra, l'Abruzzo. Le numerose trascrizioni per banda o orchestra di queste composizioni ne dimostrano il successo. Le caratteristiche principali del suo stile compositivo erano la melodiosità, la chiarezza armonica e la raffinata strumentazione. Tra le sue opere più rilevanti meritano di essere ricordate: le opere liriche Una notte fortunata, Stella e Un bacio alla regina; le opere comiche Un bagno freddo e Bì bà bù; la musica sinfonica come Il giudizio universale (poema sinfonico) e le due suite Scene Abruzzesi, la prima pubblicata da Curci e la seconda da Ricordi (Milano). Di queste ultime due opere, fino ad oggi, esisteva solo una trascrizione per grande banda di fiati ad opera di Raffaele Caravaglios. Di queste trascrizioni, quella della seconda suite è stata pubblicata anche da Ricordi, mentre quella della prima suite esiste solo in formato manoscritto.
Stefano Gatta e Michele Napoli hanno basato la loro nuova trascrizione per banda di fiati sulla versione originale per orchestra per preservarne la qualità agogica e sonora ed evitare il timbro tradizionale delle bande di fiati del primo Novecento. Riteniamo che si tratti di una trascrizione riuscita e di grande valore musicologico. Gatta e Napoli hanno realizzato una strumentazione che rispetta appieno gli aspetti classici del verismo di De Nardis: uno stile, quello del compositore abruzzese, che si avvicina a quello di operisti suoi contemporanei come Mascagni, Cilea, Giordano e Catalani. I due temi principali del primo movimento (Adunata), un primo richiamo militare di tromba che si sviluppa in un contrappunto a due parti e un secondo tema pastorale e ritmico, dimostrano entrambi una forza armonica e una chiarezza espressiva coerenti con le convenzioni del verismo italiano. Tuttavia, l'uso raffinato del colore strumentale (soprattutto nelle due sezioni centrali, 2. Serenata e 3. Pastorale) richiama sonorità tipiche di Giacomo Puccini (soprattutto quelle del Trittico, o di alcuni estratti di Tosca), più liriche che impressioniste. Si tratta di sezioni destinate più a ritrarre personaggi che a raffigurare paesaggi musicali. Nel quarto movimento, "Saltarello e temporale" (con Presto e Prestissimo finale), l'interesse di De Nardis per la rappresentazione del paesaggio, tipico del verismo e già presente nel primo movimento, raggiunge il suo apice con la coinvolgente danza del fienile (il tipico salterello abruzzese) seguita dal temporale. Questa musica descrittiva è molto più di un manierismo o di una rappresentazione superficiale, poiché la struttura armonica e la forma non perdono mai coerenza. Quando la violenta tempesta termina, ritorna la danza trainante con l'alternanza di metri binari e ternari (2/4, 6/8), che si uniscono progressivamente in un unico movimento attraverso un'efficace accelerazione ritmica e una liquidazione armonica che conducono al potente finale conclusivo.
La Suite n.1 da SCENE ABRUZZESI di Camillo De Nardis può certamente essere considerata uno dei pochi esempi di musica sinfonica italiana a carattere nazionale. Questa composizione si colloca quindi nel solco tracciato da altre scuole nazionali, come quella più prolifica dell'Est europeo, quella spagnola o quella francese, e merita pienamente di essere trattata con pari dignità e pari valore artistico.
Stefano Gatta