Putei Del Po
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Walter Bonadè
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Descrizione:

  • Durata: 8:20
La composizione "Putei del Po", ispirata all'omonima poesia di Romano Pascutto, commemora il centenario della nascita del poeta. L'opera traduce in suoni ora aspri e contrastanti ora dolci e onirici i bellissimi versi con cui Pascutto ha saputo descrivere la triste situazione di infinita miseria che la maggior parte degli abitanti del Veneto viveva a metà del secolo scorso. Nel poema, i bambini con le loro paure e i loro sacrifici, ma anche con le loro speranze, diventano l'immagine simbolo dell'umanità oppressa dalle ingiustizie del mondo.
Il brano inizia con una breve introduzione caratterizzata da sonorità aspre e agitate che rappresentano le difficoltà della vita e sfociano rapidamente nel tema principale, una melodia dolorosa e commovente, quasi rassegnata: ''...putei del Po, co' i oci sbigottii, pieni di paura''.
La composizione dispiega brevi frammenti dell'introduzione che si alternano all'esposizione di un tema infantile dal contorno molto ritmico e dissonante. Descrive la spensieratezza dei bambini, qualità che in questo caso non possono esprimere appieno a causa delle difficoltà della vita quotidiana: ''...pieni di paura de l'acqua e de la vita, col so arzene de miseria che mai se rompe, da secoli'' (pieni di paura dell'acqua e della vita, col suo baluardo di miseria che mai si rompe, da secoli).
Il tema principale ritorna un'ultima volta con un crescendo che richiama la speranza e la rottura dell'argine del fiume come vittoria simbolica su un mondo in cui l'ingiustizia impediva ai bambini persino di sorridere. Alla fine il tema infantile ritorna; questa volta è un sereno e gioioso ''Ring Around the Rosie'': ''...ve vedaremo, putei, co' i oci che ride...le manine ciapade in girotondo...cantar la vostra primavera''.
Questo tema finale si dissolve lentamente, perché la storia fa ormai parte del passato. Ma il ricordo è ancora presente in molti di quei bambini che, ormai nonni, sono una testimonianza vivente di quel duro periodo e, forse, provano nostalgia considerando come l'odierno benessere abbia distrutto molti dei valori umani che hanno costruito la loro stessa ricchezza spirituale. Per questo, proprio alla fine della composizione, riappare il tema veloce e beffardo della vita, quasi un monito per l'uomo contemporaneo.

Omaggio al poeta Romano Pascutto in occasione del centenario della sua nascita. Composizione commissionata dalla Municipalità di San Stino di Livenza (Venezia)