Gran Marcia Op. 141
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Giuseppe Unia
Gran Marcia Op. 141
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Giuseppe Unia
Gran Marcia Op. 141

  • Formazione banda
  • Compositore Giuseppe Unia
  • Editore Valerio Semprevivo
  • Difficoltà
    (media)
  • Edizione partitura e parti
  • Casa Editrice Scomegna Edizioni Musicali
  • Numero d'ordine SCO1376-16
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Descrizione:

  • Pubblicazione: 31.05.2017
  • Durata: 5:00
  • Genere: Musica concertante, Marcia
La Grande Marcia per l'Incoronazione di Sua Maestà Vittorio Emanuele Re d'Italia op. 141 fu composta nel 1861 per questo importante evento della storia italiana. Scritta originariamente per due pianoforti e arrangiata in seguito dallo stesso autore per pianoforte solo, la composizione non segue la struttura tradizionale della marcia, ma si avvicina, con i suoi numerosi temi, alla forma di una rapsodia. Certamente conserva la qualità marziale della marcia, ma ci sono anche momenti più lirici, soprattutto nella sezione centrale. La tessitura piuttosto densa - con poche eccezioni - e la sonorità prominente sono gli altri tratti dominanti del brano. La trascrizione per banda di fiati cerca di catturare queste caratteristiche. Tuttavia, per renderla più eseguibile e adatta alla banda di fiati, il trascrittore ha semplificato alcune caratteristiche ritmiche e ha aggiunto parti di supporto armonico e ritmico e una sezione di percussioni.
Giuseppe Antonuo Unia, nato a Dogliani il 1° febbraio 1818 e morto il 23 novembre 1871 a Recanati [?], è uno dei tanti musicisti italiani che la storia, o meglio il tempo, ha separato da noi attraverso un sottile velo di oblio. Eppure, le oltre duecento opere pubblicate per le edizioni Ricordi, Canti e Vismara testimoniano un notevole successo; e le numerose dediche delle sue composizioni raccontano di amicizie socialmente e artisticamente rilevanti. Unia, che apparteneva a una famiglia originaria di Mondovì che contava numerosi musicisti, debuttò al Teatro Carignano di Torino nel 1833. Nel 1834 decise di recarsi a Weimar per studiare con Johann Nepomuk Hummel, pianista e compositore austriaco, già allievo di Mozart e Haydn a Vienna. Lo scopo di questo soggiorno era quello di approfondire e migliorare la sua formazione artistica immergendosi nella straordinaria vita musicale della Vienna dell'epoca. Nel 1841 tornò a Torino dove si dedicò all'insegnamento del pianoforte sia privatamente che presso la Casa Reale, ricevendo così il titolo di pianista e compositore alla Corte del Re di Sardegna e poi d'Italia, come testimonia la Grande Marcia per l'Incoronazione di Sua Maestà Vittorio Emanuele Re d'Italia op. 141.
Nel 1844 sposò Angela Teja, anch'essa pianista. In seguito a questo matrimonio, iniziò un rapporto di parentela con la famiglia dei conti Leopardi. Infatti, Angela Teja era la sorella di Teresa, che sposò Carlo, fratello del famoso poeta Giacomo Leopardi. Giuseppe Antonio Unia dedicò tre opere ai conti Leopardi. La prima, Lowely, Redowa Capricieuse pour piano op. 157, fu dedicata alla contessa Paolina Leopardi, molto probabilmente in omaggio a Lovely, il cane della contessa. Il secondo, Marcia funebre per pianoforte: Una lacrima sulla tomba del conte C. Leopardi op. 158, fu dedicata al caro cognato e in realtà fu composta qualche anno prima della morte del conte Carlo, avvenuta l'11 febbraio 1878. Questa Marcia fu infatti eseguita durante le cerimonie funebri di Carlo dalla moglie Teresa quasi sette anni dopo la morte di Unia. Il terzo brano è il Divertimento Brillante sull'Opera Marta di Flotow op. 160, scritto per la cognata Teresa Leopardi.