Lorenzo Pusceddu
Golden Suite
Lorenzo Pusceddu
Golden Suite
- Formazione banda
- Compositore Lorenzo Pusceddu
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Difficoltà
- Edizione partitura e parti
- Casa Editrice Scomegna Edizioni Musicali
- Numero d'ordine SCO-B1223-19A
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
In Valle di Non, durante la primavera, quando l'acqua del lago di Santa Giustina inizia a scendere, riemerge l'antica viabilità principale e il terreno scosceso con i vigneti del Groppello. Il maestoso e intransigente Monte Ozolo domina questo paesaggio e fa da guardia alla fertile valle. Le persone che hanno dovuto percorrere la strada dei Regiai per lasciare il loro villaggio in cerca di fortuna mantengono ben vivo questo ricordo. Il loro viaggio iniziava scendendo a valle lungo la strada dei Regiai, attraversando i rigogliosi vigneti che erano sostenuti da muretti a secco, veri e propri mosaici di pietre costruiti per favorire la crescita del vigneto. Chi si allontanava e gettava un ultimo sguardo al proprio villaggio poteva scorgere l'Ozolo, la montagna dell'uomo primordiale, della caccia e dell'amicizia. Dovevano anche attraversare un ardito ponte di pietra che esiste ancora ed è gelosamente salvaguardato dalle acque del lago, che insieme al ponte ha anche affondato ettari di vigneti di Groppello, il vitigno del tradizionale e vigoroso vino prodotto in Valle di Non. Il suo nome deriverebbe dalla tipica struttura dei grappoli, che sono compatti e assomigliano a un fitto groviglio ("groppo" in dialetto locale), quasi una difesa contro le altalenanti temperature autunnali che conferiscono alle uve un colore brillante e una dolcezza simile al miele. La produzione alla fine dell'Ottocento era di circa cinquantamila ettolitri di vino, ma oggi si è ridotta a soli cinquecento ettolitri prodotti da una trentina di coraggiosi agricoltori che vogliono conservare un autentico patrimonio di gusto e sapore. Questi vignaioli hanno la volontà di salvaguardare un vigneto a rischio di estinzione e lavorano la terra come si faceva tanti anni fa: con zappa, vanga e tanto sudore! Il vigneto di Groppello si estendeva fino ai piedi del Monte Ozolo, ma sui versanti più alti le temperature più rigide permettevano solo la crescita di pini, abeti, larici, latifoglie e pascoli. Nel corso degli anni, questa vegetazione tipica della montagna ha fornito alla popolazione la materia prima per costruire le case, per riscaldarsi durante l'inverno e per nutrire gli animali. Il Monte Ozolo è stato fin dall'antichità anche la montagna "sacra" della valle, e oggi è diventato una riserva di caccia e un luogo di socializzazione per i giovani che sanno amare e rispettare la natura.