Evolution Series 12
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Enrico Tiso, Luciano Feliciani
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Descrizione:

  • Durata: 14:30
  • Genere: Festivo / solenne, Marcia
Il libretto Evolution Series Vol. 12 contiene 3 brani partecipanti al 1° Concorso Internazionale di Composizioni Originali per Banda Giovanile 'Piccolo è bello' - Sezione B, riservata ai brani di grado 1,5.'Il Cancello del Drago' è il brano vincitore, 'Il Tamburino Sardo' è stato segnalato dalla Giuria, mentre 'Festa a Corte' è stato selezionato dalla nostra Casa Editrice.IL CANCELLO DEL DRAGO di Enrico TisoIl Fiume Giallo, chiamato anche Huang-He, è il principale fiume della Cina settentrionale. Un'antica leggenda narra che nel corso superiore del fiume si trovava una cascata chiamata Porta del Drago. Le sue acque scorrevano da una grande altezza, più veloci di una freccia scoccata da un forte arciere. Migliaia di carpe si radunavano nel bacino sottostante sperando di salire la cascata e quella che sarebbe riuscita nell'impresa si sarebbe poi trasformata in un Drago. Ma alcune furono travolte dalle forti correnti, altre caddero preda di uccelli rapaci e altre ancora furono catturate o colpite con dardi dagli uomini schierati su entrambi i lati della cascata. Era davvero impossibile per un pesce risalire il fiume. Ma un giorno, con grande stupore, gli abitanti dei villaggi vicini videro un bellissimo Drago volare nel cielo. 'Guardate... È meraviglioso!". Una carpa coraggiosa, infatti, grazie alla sua forte volontà e determinazione, era riuscita a risalire con forza la cascata evitando tutte le pericolose insidie.Questa leggenda viene spesso utilizzata come metafora per incoraggiare le persone a raggiungere i propri obiettivi anche quando ci sembrano impossibili.IL TAMBURINO SARDO di Luciano FelicianiIl Tamburino Sardo è un racconto tratto dal Libro Cuore di Edmondo De Amicis. Il protagonista è un quattordicenne arruolato in un distaccamento del reggimento di fanteria dell'esercito italiano, durante la battaglia di Custoza del 1848. Nel mezzo del duro assedio, il capitano decide di inviare una richiesta di aiuto, scritta a matita su un biglietto di carta, al vicino esercito alleato. La scelta cade proprio sul piccolo tamburino sardo, perché, esile e minuto, avrebbe certamente corso più facilmente attraverso i campi. Il giovane si lancia coraggiosamente in una corsa contro il tempo attraverso il fuoco austriaco e, quando tutto sembra perduto, arrivano i Carabinieri italiani a soccorrere il distaccamento. Il giorno dopo, in un ospedale da campo tra i feriti e i moribondi, il capitano incontra il tamburino disteso su un letto. Sorpreso di vederlo ancora vivo, gli chiede notizie sulla sua salute e il ragazzo, orgoglioso di aver fatto il suo dovere, si toglie la coperta rivelando il moncone della gamba sinistra amputata: il suo sacrificio per la vittoria. Il capitano, allora, fissando il ragazzo con emozione, alza la mano sulla testa e, togliendosi il cappello, esclama: "Io non sono che un capitano, tu sei un eroe".La musica, di natura epica, descrive questa bella storia affidando al tamburo e alle percussioni il ritmo guida sopra il quale si dipana una melodia appassionata e avvincente, volta a sottolineare il gesto eroico della storia.FESTA A CORTE di Cristiano PieracciniIl consiglio dei saggi di re Boerio era in fibrillazione. Come evitare la guerra con il regno di Sebonia? Una battaglia sul campo avrebbe spazzato via il piccolo esercito, composto da cinque cavalieri e numerosi contadini, ma non abituati alle arti della battaglia. Concedere ricchezze e territori o ammainare la valorosa bandiera dal castello e accettare di perdere l'indipendenza? Nel silenzio generale, Totemio, il compositore di corte, si alzò da un angolo buio e disse: "Se non puoi sconfiggerli, lascia che diventino tuoi amici. Aduliamo il re Sibelius! In segno di amicizia tra i regni, invitiamolo e organizziamo una festa di corte. Una marcia trionfale accompagnerà il suo arrivo, si sentirà lusingato. Poi facciamogli bere il vino sincero dei nostri vigneti e balliamo la mia musica. Dimenticherà, immerso in dolci note, i suoi propositi bellicosi". Il consiglio ruggì, deridendo il compositore, ma il re Boerio tuonò con voce grave: "Totemio, saggio tra i saggi! Che Sibelius possa pensare di essere il più grande e il più amato tra i sovrani. Per il bene della mia famiglia, mi affido alla tua arte". E così fu.