Concerto Per Trombone
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Nino Rota
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Descrizione:

  • Pubblicazione: 31.05.2017
  • Durata: 13:30
  • Genere: Musica concertante, Musica classica
A cavallo del XIX secolo, dopo molti decenni in cui il genere operistico aveva dominato la musica italiana, il Paese assistette a un "rinascimento" della musica strumentale. Una generazione di compositori nati intorno al 1880 (Franco Alfano, Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Gian Francesco Malipiero e Alfredo Casella) riafferma la cultura musicale italiana nel contesto europeo. Con le loro intenzioni e realizzazioni distinte e peculiari, questi compositori stabilirono una "scuola italiana" o, almeno, un modo italiano di intendere la musica moderna. Questo movimento, con diverse ramificazioni e influenze, ha continuato a influenzare e caratterizzare la produzione musicale italiana fino ai giorni nostri. All'interno di questo contesto artistico dobbiamo considerare il compositore milanese (pugliese d'adozione) Nino Rota. Compositore estremamente prolifico - il suo catalogo conta almeno 348 numeri d'opera - Rota ottiene una notevole popolarità grazie alla musica da film, diventando l'alter ego musicale del regista Federico Fellini: tra il 1952 e il 1978 compone le musiche di tutti i film diretti da Fellini. Ha composto anche le musiche di alcuni capolavori in questo campo, come le musiche per la saga de Il Padrino di Francis Ford Coppola (1972-1990), Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli (1968) e Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963).
La fama e il successo di queste musiche, tuttavia, hanno oscurato la maggior parte delle opere di Rota nel campo della "musica d'arte": sinfonie, concerti, musica da camera, opere e musica sacra. In queste composizioni, anche se spesso trattate con disprezzo dalla critica, possiamo trovare le vere e originalissime caratteristiche della musica di Rota: un "ostinato miscuglio di abilità e semplicità" che si è sviluppato in una poetica unica e originalissima, che non trova riscontro nel prolifico e variegato panorama della musica classica italiana.
"Non ho paura di essere melodico e orecchiabile o - come scrivono - un personaggio curiosamente superato nel panorama della musica contemporanea. Non si trova l'originalità in una nuova sintassi o in una nuova grammatica musicale [....]. L'attualità della musica sta nell'essenza del messaggio che contiene, non nella forma esteriore".