Giacomo Puccini
Che Gelida Manina From La Bohéme
Solo Tenor voice (or Baritone / Euphonium)
Giacomo Puccini
Che Gelida Manina From La Bohéme
Solo Tenor voice (or Baritone / Euphonium)
- Formazione orchestra di fiati e canto (voce acuta)
- Formazione opzionale orchestra di fiati e corno baritono
- Compositore Giacomo Puccini
- Editore Guido Ruggeri
-
Difficoltà
- Edizione partitura e parti
- Casa Editrice Scomegna Edizioni Musicali
- Numero d'ordine SCO1317
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
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Descrizione:
Nella Parigi del 1830 un gruppo di giovani artisti squattrinati conduce una vita spensierata. È la vigilia di Natale e, in una fredda soffitta, il pittore Marcello sta dipingendo un quadro con l'amico poeta Rodolfo. Dalla finestra vedono le ciminiere fumanti di Parigi mentre il loro camino è spento: non hanno legna da bruciare. L'unica possibilità di avere un po' di fuoco è bruciare una poesia scritta da Rodolfo. A Marcello e Rodolfo si uniscono altri due amici, il filosofo Colline e il musicista Schaunard. Quando è quasi sera, decidono di andare a festeggiare al Cafè Momus. Rodolfo si attarda ancora un po' a casa per completare un articolo per un giornale quando sente bussare alla porta. È Mimì, la giovane vicina di casa, che chiede di entrare per riaccendere la sua candela, ma, una volta entrata, la ragazza si sente male. Quando si riprende vuole tornare a casa sua, ma si accorge di aver perso la chiave. Rodolfo e Mimì si inginocchiano nell'oscurità per cercare la chiave. Rodolfo la trova, ma la nasconde subito in tasca per passare un po' di tempo con la vicina e conoscerla meglio. Mentre cerca la chiave, la mano di Rodolfo tocca quella di Mimì. Che gelida manina, se la lasci riscaldar" è una delle arie più famose di Puccini. Rodolfo e Mimì si raccontano "chi sono e cosa fanno" e poi decidono di riunirsi con gli amici di Rodolfo al caffè.
La Bohéme fu rappresentata per la prima volta nel 1896 al Teatro Regio di Torino, sotto la direzione di un giovane direttore d'orchestra: Arturo Toscanini. Il successo di pubblico costrinse i critici, inizialmente ostili, a rivedere il loro giudizio sull'opera e ad allinearlo al consenso generale del pubblico.
La Bohéme fu rappresentata per la prima volta nel 1896 al Teatro Regio di Torino, sotto la direzione di un giovane direttore d'orchestra: Arturo Toscanini. Il successo di pubblico costrinse i critici, inizialmente ostili, a rivedere il loro giudizio sull'opera e ad allinearlo al consenso generale del pubblico.