Jakob Augschöll
A.L.E.
Triple Brew Concerto
Jakob Augschöll
A.L.E.
Triple Brew Concerto
- Formazione banda (solo: trombone)
- Compositore Jakob Augschöll
-
Difficoltà
- Edizione partitura e parti per scaricare
- Casa Editrice Südtirol Musikverlag
- Numero d'ordine SMV00017-DL
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Descrizione:
Triple Brew Concerto – A.L.E. è un’opera che racconta cosa succede quando la serietà musicale
e il piacere umano si siedono allo stesso tavolo – e entrambi
si trattengono troppo a lungo. Il titolo non è casuale: A.L.E. sta non solo per i tre movimenti del
concerto (Aromatic – Lyrical – Electric), ma anche per quel liquido stimolante
che ispira, innaffia o almeno giustifica molte idee artistiche.
Infine, ma non meno importante, rende omaggio anche ad Alexander Egger, per conto del quale è stato commissionato questo brano
. Il brano celebra il trombone per quello che è realmente: uno strumento di sublime
dignità, di incrollabile fiducia in sé stesso – e del costante pericolo di
prendersi un po’ troppo sul serio. "Triple Brew Concerto" è quindi un omaggio ironico
al suono imponente, al senso profondo e all’incrollabile desiderio di
farsi sentire a tutto volume.
I. Aromatico – Maestoso
Il primo movimento si apre come il primo sorso di un pensiero appena spillato.
Con un ampio gesto e una patetica sicurezza di sé, la musica si eleva a una solenne
grandezza, come se si trattasse nientemeno che del suono dell’universo stesso – o
almeno del momento più bello in compagnia dopo il concerto.
II. Lirico – Adagio
Dopo lo splendore sonoro del primo movimento, segue ciò che
viene chiamato il «secondo sorso» nei momenti di quiete: il silenzio. In questa sezione centrale lirica, la musica cerca
l’equilibrio interiore, il sentimento, il delicato aroma sotto la schiuma. Il
trombone mostra qui il suo lato sensibile – non quello della sala prove, ma quello delle ore tarde, quando la luce si fa più calda e persino i corni più rumorosi
diventano per un attimo malinconici.
III. Elettrico – Funk
Poi arriva ciò che deve arrivare: il risveglio, il ritmo, il risvegliarsi
della gioia di vivere. La musica si accende, pulsa, vibra. Il terzo movimento vive
di movimento, arguzia ritmica e puro piacere nell’esagerazione.
Qui non c’è più nulla da spiegare – è qui che la gente festeggia.
e il piacere umano si siedono allo stesso tavolo – e entrambi
si trattengono troppo a lungo. Il titolo non è casuale: A.L.E. sta non solo per i tre movimenti del
concerto (Aromatic – Lyrical – Electric), ma anche per quel liquido stimolante
che ispira, innaffia o almeno giustifica molte idee artistiche.
Infine, ma non meno importante, rende omaggio anche ad Alexander Egger, per conto del quale è stato commissionato questo brano
. Il brano celebra il trombone per quello che è realmente: uno strumento di sublime
dignità, di incrollabile fiducia in sé stesso – e del costante pericolo di
prendersi un po’ troppo sul serio. "Triple Brew Concerto" è quindi un omaggio ironico
al suono imponente, al senso profondo e all’incrollabile desiderio di
farsi sentire a tutto volume.
I. Aromatico – Maestoso
Il primo movimento si apre come il primo sorso di un pensiero appena spillato.
Con un ampio gesto e una patetica sicurezza di sé, la musica si eleva a una solenne
grandezza, come se si trattasse nientemeno che del suono dell’universo stesso – o
almeno del momento più bello in compagnia dopo il concerto.
II. Lirico – Adagio
Dopo lo splendore sonoro del primo movimento, segue ciò che
viene chiamato il «secondo sorso» nei momenti di quiete: il silenzio. In questa sezione centrale lirica, la musica cerca
l’equilibrio interiore, il sentimento, il delicato aroma sotto la schiuma. Il
trombone mostra qui il suo lato sensibile – non quello della sala prove, ma quello delle ore tarde, quando la luce si fa più calda e persino i corni più rumorosi
diventano per un attimo malinconici.
III. Elettrico – Funk
Poi arriva ciò che deve arrivare: il risveglio, il ritmo, il risvegliarsi
della gioia di vivere. La musica si accende, pulsa, vibra. Il terzo movimento vive
di movimento, arguzia ritmica e puro piacere nell’esagerazione.
Qui non c’è più nulla da spiegare – è qui che la gente festeggia.