Enjott Schneider
Sisyphos
Mythological Poem für Violoncello und Percussion
Enjott Schneider
Sisyphos
Mythological Poem für Violoncello und Percussion
- Formazione violoncello e percussioni
- Edizione partitura e parti
- Compositore Enjott Schneider
- Casa Editrice Ries und Erler Musikverlag
- Numero d'ordine RE44009
IVA inclusa,
Escluse le spese di spedizione
Descrizione:
Prefazione:
Il poema mitologico SISYPHOS, nella versione per duo, riprende la stessa tematica già affrontata nella Sinfonia n. 2 SISYPHOS – in senso decisamente autobiografico: Sisifo era stato condannato al lavoro eterno a causa della sua perfida astuzia. Ispirandomi al saggio «Il mito di Sisifo» di Albert Camus, nella mia interpretazione musicale questa apparente punizione viene trasformata in qualcosa di positivo: si tratta di riconoscere l’assurdità della vita umana, dominata dalla fatica e dalla routine quotidiana, di non affidarsi a illusioni e false speranze e, infine, di accettare l’essere liberi dalle utopie nel «qui e ora» concreto. Con la sua intuizione «Il destino non è una punizione. La lotta contro le vette è in grado di riempire il cuore di un uomo. Dobbiamo immaginare Sisifo come un uomo felice», Albert Camus ha risposto positivamente alla domanda fondamentale «se valga o meno la pena di vivere la vita» per ogni essere umano. Nella Parte 1 vengono rese tangibili la fatica
e l’agonia di sollevare un masso, seguite dalla caduta verso il basso che si ripete all’infinito in una forma simile a un rondo. Nella seconda parte, l’assurdo camusiano diventa esso stesso tema centrale, attraverso l’esagerazione all’estremo di schemi di movimento ripetitivi e del «duro lavoro dei solisti». Dopo i sogni e le illusioni di seducente bellezza della terza parte, gli schemi musicali utilizzati vengono liberati dalla loro negatività e inseriti in un contesto che può essere interpretato come felicità e gioia per ciò che è energico e potente.
La lucidità di Sisifo, motivo per cui la divinità lo aveva condannato al tormento, è diventata proprio quella qualità che lo ha aiutato nuovamente a vincere. Come formulato in un motto di vita degno di riflessione di Camus: «Non esiste destino che non possa essere superato con il disprezzo». Molti pensatori, anche moderni, si sono occupati di questo mito. Tra questi anche Günther Grass, che in una conversazione intitolata «La fantasia come necessità esistenziale» con Siegfried Lenz disse: «La pietra è lì, io la rotolo, non solo accetto la punizione degli dei, ma continuo a schernirli. Dico: prego, la pietra mi appartiene».
Il poema mitologico SISYPHOS, nella versione per duo, riprende la stessa tematica già affrontata nella Sinfonia n. 2 SISYPHOS – in senso decisamente autobiografico: Sisifo era stato condannato al lavoro eterno a causa della sua perfida astuzia. Ispirandomi al saggio «Il mito di Sisifo» di Albert Camus, nella mia interpretazione musicale questa apparente punizione viene trasformata in qualcosa di positivo: si tratta di riconoscere l’assurdità della vita umana, dominata dalla fatica e dalla routine quotidiana, di non affidarsi a illusioni e false speranze e, infine, di accettare l’essere liberi dalle utopie nel «qui e ora» concreto. Con la sua intuizione «Il destino non è una punizione. La lotta contro le vette è in grado di riempire il cuore di un uomo. Dobbiamo immaginare Sisifo come un uomo felice», Albert Camus ha risposto positivamente alla domanda fondamentale «se valga o meno la pena di vivere la vita» per ogni essere umano. Nella Parte 1 vengono rese tangibili la fatica
e l’agonia di sollevare un masso, seguite dalla caduta verso il basso che si ripete all’infinito in una forma simile a un rondo. Nella seconda parte, l’assurdo camusiano diventa esso stesso tema centrale, attraverso l’esagerazione all’estremo di schemi di movimento ripetitivi e del «duro lavoro dei solisti». Dopo i sogni e le illusioni di seducente bellezza della terza parte, gli schemi musicali utilizzati vengono liberati dalla loro negatività e inseriti in un contesto che può essere interpretato come felicità e gioia per ciò che è energico e potente.
La lucidità di Sisifo, motivo per cui la divinità lo aveva condannato al tormento, è diventata proprio quella qualità che lo ha aiutato nuovamente a vincere. Come formulato in un motto di vita degno di riflessione di Camus: «Non esiste destino che non possa essere superato con il disprezzo». Molti pensatori, anche moderni, si sono occupati di questo mito. Tra questi anche Günther Grass, che in una conversazione intitolata «La fantasia come necessità esistenziale» con Siegfried Lenz disse: «La pietra è lì, io la rotolo, non solo accetto la punizione degli dei, ma continuo a schernirli. Dico: prego, la pietra mi appartiene».
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Up and Down
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Ad Absurdum
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Dreams and Illusions
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The Happiness of Sisyphos
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